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scuolaInForma: ieri i risultati della campagna
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Scritto da Eva Forte     Giovedì 05 Maggio 2011 08:21    PDF Stampa E-mail
obesitàUn mese fa abbiamo parlato del progetto educativo A scuolaInForma, per promuovere tra i ragazzi delle scuole superiori stili di vita attivi legati a una corretta alimentazione e alla pratica di attività sportive.

Sono stati presentati ieri, alla presenza del Ministro Giorgia Meloni, i dati su abitudini alimentari e attività fisica degli adolescenti raccolti tramite questo progetto realizzato da Modavi Onlus con il Patrocinio del Ministro della Gioventùe  del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per promuovere stili di vita attivi legati a una corretta alimentazione e alla pratica di attività sportive. Presenti inoltre i membri del Comitato Scientifico che ha indicato le linee guida e seguito il progetto nel suo svolgimento.

ragazzino obeso

Il progetto “A scuola InForma” è rivolto a 20,000 studenti dai 13 ai 18 anni, ai loro genitori e insegnanti, ed è realizzato in 5 regioni italiane dove il problema del sovrappeso e dell’obesità risulta maggiormente diffuso: Lazio, Puglia, Calabria, Campania e Sicilia. In totale sono coinvolte 40 scuole, situate in 9 capoluoghi di provincia.

“A Scuola InForma” nasce dalla consapevolezza che obesità e sovrappeso giovanile costituiscono una reale emergenza di salute pubblica, e si propone per questo di favorire l’educazione dei giovani a stili di vita attivi ed equilibrati, attraverso interventi educativi nelle strutture scolastiche da parte di 18 nutrizionisti, 9 psicologi e 15 sport trainer, coordinati da 9 operatori locali. Il rischio obesità, infatti, è determinato non solo da un eccesso di calorie introdotte rispetto a quelle consumate, ma soprattutto – nell'età giovanile – da stili di vita sedentari, da una mancanza di esercizio fisico, che invece è fondamentale per la salute.

Le linee guida nutrizionali di “A scuola InForma” sono indicate da un apposito Comitato Scientifico, che periodicamente si riunisce per valutare l'andamento del progetto ed è composto da: Emanuela Rampelli, dirigente del Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio, Paula Benevene, psicologa,Giuseppe Fatati, Presidente della Fondazione ADI (Associazione di Dietetica e Nutrizione Clinica), Carla Favaro, specialista in Scienze dell’Alimentazione, Maria Rita Parsi, Psicoterapeuta, Psicopedagogista, Presidente della Fondazione Movimento Bambino,Andrea Poli (Direttore Scientifico di Nutrition Foundation of Italy), e Silvia Stocchi, psicologa.

Sono due anni e mezzo che il Ministro della Gioventù è impegnato sul fronte della promozione di stili di vita salutari, all'interno della piattaforma Guadagnare Salute realizzata in collaborazione con il Ministero della Salute. Nel Giugno scorso, a Roma si è svolta la I Conferenza Europea sulla salute ed il benessere dei giovani, nel corso della quale proprio l'educazione alimentare e la prevenzione dei Disturbi del Comportamento alimentare, sono stati al centro di un interessante confronto tra giovani, esperti nazionali ed internazionali – ha dichiarato Emanuela Rampelli,dirigente del Dipartimento della Gioventù– Proseguendo questo impegno siamo lieti di patrocinare un'iniziativa quale "A scuola InForma" e siamo ansiosi di conoscerne, a conclusione, i risultati. La prevenzione di fenomeni come anoressia, bulimia o rapporto compulsivo con il cibo, insieme alla promozione di un'attività motoria salutare e socializzante, possono essere svolti anche attraverso progetti che monitorano l'alimentazione dei giovani evitando il ricorso a pericolosissime diete fai da te, che possono essere concause di comportamenti a rischio relativi al rapporto con il cibo. In quest'ottica, ben vengano iniziative come “A Scuola InForma”, che, insieme alle Istituzioni nazionali, coinvolge aziende ed enti locali, con il fine comune di  agire congiuntamente su problematiche così importanti come quella della tutela della salute dei nostri giovani”.

Una non corretta alimentazione causa malattie degenerative di diverso tipo ed è indubbiamente un fenomeno molto diffuso nella società occidentale. Anche l'Italia, culla della dieta mediterranea, sta iniziando a conoscerlo" - afferma Irma Casula, presidente del Modavi Onlus. “Per prevenire la diffusione di questo tipo di fenomeno è necessario lavorare su una maggiore e più corretta informazione delle modalità di consumo degli alimenti, contrastando stili di vita non sani e, al contempo, le cosiddette “diete improvvisate”. In tale direzione - prosegue la Casula - si sta muovendo il Modavi Onlus attraverso il progetto educativo “A scuola InForma” che, con la presenza di psicologi e nutrizionisti nelle scuole di 9 Province italiane, ha il merito di educare i ragazzi ad una corretta alimentazione, incentivandoli anche a praticare quotidianamente un’attività sportiva, e di individuare e prevenire i casi a rischio di disturbo del comportamento alimentare tra i giovani”.

Giuseppe Fatati, Presidente della Fondazione ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) ha commentato: “Tra le principali cause di sovrappeso e obesità c’è uno stile di vita sedentario che, unito ad errate abitudini alimentari, purtroppo caratterizza sempre più giovani. In Italia, in media, il 22,9% dei bambini è in sovrappeso, mentre l’11.1% è addirittura obeso:Fonte: “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, voluto da Ministero della Salute/CCM e realizzato da ISS (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute-CNESPS) in collaborazione con le Regioni, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, le ASL, l’Istituto Nazionale della Nutrizione (INRAN) ed alcune Istituzioni Universitarie, con punte ancora più alte nel Sud Italia, come testimoniano i dati presentati oggi. L’aumento di peso è il risultato di uno sbilanciamento tra le calorie assunte e quelle bruciate, e vi si può incorrere anche in presenza di una dieta non eccessivamente calorica, se il dispendio energetico è scarso. Nell’impostare una corretta educazione alimentare è importante ricordare che tutti gli alimenti e le bevande, in porzioni appropriate, possono essere consumati nell’ambito di uno stile di vita attivo, che combini una dieta equilibrata e bilanciata con attività fisica regolare”.

E’ importante attivare nelle aree più colpite da sovrappeso e obesità dei programmi che promuovano uno stile di vita attivo, associato a una corretta alimentazione” ha spiegato Carla Favaro, specialista in Scienze dell’Alimentazione,  “Sovrappeso e obesità, infatti, sono fattori di rischio per numerose patologie croniche, e dal momento che nella maggior parte dei casi gli adolescenti obesi saranno in conflitto con la bilancia anche da adulti, è importante educarli a stili di vita sani sin da subito. Per questo motivo è stata scelta la scuola, luogo principe della formazione dei ragazzi, dove passano molte ore al giorno, come teatro d’azione di questa iniziativa. Grazie ad un intervento capillare e diffuso negli istituti scolastici speriamo di migliorare la situazione, infondendo nei ragazzi l’importanza di una sana alimentazione abbinata ad una adeguata attività fisica nel loro quotidiano”.  

Maria Rita Parsi, Psicoterapeuta, Psicopedagogista, Presidente della Fondazione Movimento Bambino, ha dichiarato “Soprattutto durante l’adolescenza, i problemi nutrizionali sono legati a doppio filo con questioni di tipo psicologico. I ragazzi sovrappeso possono sentirsi esclusi dai propri coetanei, ad un’età in cui l’inclusione è così importante, e ciò potrebbe portarli a peggiorare ulteriormente il loro rapporto col cibo. E’ quindi molto apprezzabile che l’iniziativa “A Scuola InForma” preveda il supporto di psicologi in questo progetto, poiché al benessere fisico derivante da una corretta alimentazione e da una regolare attività fisica, deve accompagnarsi anche un benessere psicologico ed emotivo dei ragazzi”.

Il Direttore Scientifico di Nutrition Foundation of Italy, AndreaPoli, ha aggiunto: “Sono diversi gli elementi che possono concorrere all’aumento di peso nei giovani: oltre a quelli di carattere familiare o su base genetica, vi è quasi costantemente un apporto di calorie con l'alimentazione superiore al proprio fabbisogno, unito a stili di vita sedentari, poco attivi. Sono infatti sempre meno i ragazzi che fanno sport più di una volta alla settimana, o che semplicemente vanno a scuola a piedi, mentre sono in costante aumento quelli con la TV in camera, e che giocano con i videogame per molte ore al giorno. Il progetto “A Scuola InForma” ha lo scopo di educare i più giovani a degli stili di vita attivi, che permettano di migliorare le loro abitudini e il loro stato di salute anche in maniera divertente e ricreativa”.

Paula Benevene, docente di psicologia del lavoro e delle organizzazioni, ha commentato: “Attraverso questo progetto intendiamo affrontare il problema partendo dall’ascolto attivo dei destinatari diretti degli interventi: i ragazzi. L’esperienza raccolta dai nostri operatori sul campo ci consente di dire che interventi di questo tipo sono largamente apprezzati dagli studenti e dagli insegnanti, mentre abbiamo rilevato un interesse più contenuto da parte delle famiglie. Tuttavia per continuare a lavorare con i ragazzi sull’importanza dello stile di vita attivo, anche il loro ruolo è fondamentale, per questo ci proponiamo di coinvolgerli attraverso modalità specifiche. Inoltre, abbiamo avuto conferma che la presenza degli psicologi, accanto ai nutrizionisti, è di fondamentale importanza per questa fascia di età. Infine, durante questi mesi nelle scuole abbiamo compreso che sul fronte dell'attività sportiva è importante pensare ad attività creative e "fuori dagli schemi", che stimolino i ragazzi a parteciparvi anche al di fuori delle mura scolastiche”.

Silvia Stocchi, psicologa,ha aggiunto: “Il cibo non è solamente un bisogno primario per l’essere umano, ma assume anche un significato psichico, una valenza relazionale nonché un valore culturale. Dare ai ragazzi la possibilità di comprendere e riconoscersi in questi aspetti rappresenta la modalità attraverso la quale il progetto intende affrontare concretamente il problema”.

In dettaglio, l’intervento previsto dal progetto “A Scuola InForma” si struttura in due fasi parallele. Una prima fase pedagogica prevede una lezione al mese rivolta ai docenti, agli alunni e ai genitori e tenuta da un nutrizionista, coadiuvato da uno psicologo per quanto concerne gli aspetti psicologici legati all’alimentazione. Durante questo periodo all’interno delle scuole vengono attivati degli sportelli informativi condotti da nutrizionisti, che una volta alla settimana forniscono consulenza ad alunni, genitori e personale scolastico in tema di alimentazione.

Contemporaneamente, una fase ricreativa coinvolge i docenti che si occupano delle attività sportive e gli studenti, in un ciclo di lezioni tenute da sport trainer professionisti, per due ore alla settimana. Questa fase è costituita da corsi di sport non abitualmente praticati all’interno delle scuole, come l’atletica e il basket, tenuti dai docenti stessi o da associazioni e centri sportivi locali.

Il progetto è stato reso possibile grazie al contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation, organizzazione nata nel 1984 che sostiene e supporta diverse iniziative e associazioni in tutto il mondo.
 

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