Al Bambino Gesù i bimbi 'combattono' il tumore col karate
Bambini - Articoli
Scritto da Carmela Pelaia     Venerdì 16 Marzo 2012 11:10 Stampa
bambin_ges1All' ospedale pediatrico  Bambino Gesù di Roma parte il progetto pilota Kids Kicking Cancer onlus, già collaudato da dieci anni negli Stati Uniti, per incrementare una diffusione rapida su tutto il territorio nazionale delle arti marziali come aiuto alle terapie.

Colpi di karate contro dolore, nausea, paura dei dottori e della malattia, e per ritrovare serenità e fiducia in se stessi contando sulle forte autostima che questa disciplina insegna.

al bambin gesù i bimbi combattono il tumore col karate
Gli esperti hanno reso noto, durante la presentazione del progetto nella struttura romana, il risultato ottenuto negli Stati Uniti: nei piccoli coinvolti nel programma sportivo il dolore si riduce notevolmente dell'88%. Però l'obiettivo non è solo contenere gli effetti collaterali delle cure ma riguarda  un'idea più ambiziosa: garantire un'assistenza a 360 gradi, in cui si tiene conto degli aspetti psicologici, emozionali e sociali del piccolo paziente. I bimbi che partecipano al progetto nella struttura romana sono per ora 15, una volta la settimana seguono la lezione di karate basata su tre parole: Power, ovvero forza per affrontare qualsiasi situazione estrema; Peace, consapevolezza della propria forza per una maggiore tranquillità interiore; Purpose, obiettivo finale, per far sì che i bambini diventino a loro volta insegnanti della tecnica appresa e far sviluppare anche agli altri la forza interiore per combattere rabbia, dolore, ansia, paura.

L'iniziativa si sta allargando anche nei piccoli malati di fibrosi cistica e altre patologie croniche: Franco Locatelli, direttore del dipartimento di onco-ematologia pediatrica del Bambino Gesù, spiega "che curare in oncologia pediatrica significa prendersi cura a tutto tondo del benessere psico-fisico dei pazienti e delle famiglie, iniziative come queste contribuiscono a migliorare la qualità di vita dei piccoli, il loro contatto con le attività ludiche sportive e a canalizzare positivamente  le tensioni legate al percorso di diagnosi e cura intraprese". Attraverso esercizi  di respirazione, rilassamento e meditazione, i bambini imparano a gestire meglio tutto questo e diventano a loro volta testimoni e ambasciatori di questa filosofia.
 

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