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Bambini: come proteggerli dal soffocamento, il decalogo dei pediatri
Bambini - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Lunedì 11 Marzo 2013 10:31    PDF Stampa E-mail
bambiniOgni anno in Italia circa 300 bambini e ragazzi sotto i 14 anni rischiano il soffocamento da corpo estraneo, cinquanta ne muoiono, di cui trenta hanno meno di un anno. Queste cifre fanno del soffocamento la seconda causa di morte tra i bambini da zero a quattro anni, dopo gli incidenti stradali.

La "classifica" dei cibi più pericolosi mette al primo posto le caramelle, seguite da pezzetti di carne, chicchi d'uva e noci, al primo posto ci sono oggetti rischiosi come le monete e i colorati palloncini sgonfi. A dare risalto al fenomeno sono gli esperti della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) riuniti a Montecarlo dall'8 al 10 marzo per un incontro sull'argomento.

Manovre Hamlich neonato
Durante questo meeting è stata presentata la Rete Formativa Nazionale per le manovre salvavita attraverso cui genitori, nonni, babysitter e insegnanti di tutta Italia impareranno come gestire l'emergenza-soffocamento.

Per fare questo basterà seguire un corso della durata di un'ora per conoscere il decalogo della prevenzione ideato dai pediatri e impadronirsi dei pochi, semplici gesti che possono salvare la vita di moltissimi bambini.

Giuseppe Mele, presidente Fimp, spiega che tra gli incidenti domestici, l'inalazione di corpo estraneo è un evento tuttora ai primi posti tra quelli che avvengono nei primi anni di vita. Accade perché i bambini piccoli hanno la tendenza a portare alla bocca tutti gli oggetti che li interessano, perché spesso corrono mentre mangiano, perché ancora masticazione e deglutizione non sono perfettamente coordinate.

Basterebbe sapere che cosa fare e che cosa non fare quando un bambino dà segni di soffocamento per evitare una tragedia, che colpisce 50 famiglie ogni anno: i presenti devono certamente chiamare aiuto, ma devono essi stessi, prima dell'arrivo di un soccorso specializzato, essere in grado di praticare le manovre salvavita basilari per la disostruzione perché ogni minuto, ogni secondo è prezioso.

Purtroppo oggi, in Italia, pochissimi genitori conoscono le manovre salvavita, così la Fimp ha deciso di istituire corsi di un'ora dedicati a tutti coloro che quotidianamente si occupano dei bambini piccoli: genitori, nonni, babysitter, insegnanti d'asilo e scuola elementare, assistenti sociali, bagnini e così via.

L'obiettivo è l'informazione e formazione di tutte le persone che ruotano attorno alla vita di un bambino e che si occupano, a qualsiasi livello, della sua salute e sicurezza, per diffondere il più possibile le conoscenze di base per la disostruzione e la rianimazione cardiopolmonare: pochi gesti, ma fondamentali per salvare molte vite.

Il Dipartimento Scientifico PdF-Comunità, nato a questo scopo nella Fimp, sta creando una Rete formativa di circa cento istruttori sanitari e non, in manovre di disostruzione e di rianimazione cardiopolmonare pediatrica di base. Saranno questi istruttori a diffondere sul territorio le conoscenze attraverso i corsi che verranno tenuti in scuole, asili nido, sedi comunali.

Fimp sta collaborando con la Società italiana di medicina emergenza e urgenza pediatrica (Simeup), che ha predisposto le linee guida e assieme a Fimp ha redatto un percorso di accreditamento per i formatori, con affiancamenti e supervisioni.

L'obiettivo è arrivare a tutta la popolazione, ad esempio genitori non vedenti e non udenti o di bambini con disabilità, ma anche a genitori extracomunitari, inoltre far conoscere ovunque e a chiunque il "decalogo" di prevenzione e gestione del soffocamento messo a punto da Fimp.

Eccone un breve riassunto: non dare ai bambini cibi solidi prima che siano in grado di masticarli e deglutirli, facendo attenzione in particolare a caramelle e cioccolatini. Non lasciare alla portata dei bambini, se non sono sorvegliati da un adulto, oggetti piccoli che potrebbero incuriosirli: bottoni, perline, spille, monete, giocattoli od oggetti grandi che possano essere smontati in piccole parti.

Acquistare giocattoli a norma, adatti per l'età dei figli, facendo attenzione che non si possano rompere o smontare in parti troppo piccine: per i bambini con meno di 10 mesi la sagoma dell'oggetto non deve essere inferiore a 30x50 millimetri, per i bimbi con meno di 3 anni il diametro deve superare i 31,7 millimetri.

Se c'è un incidente, non farsi prendere dal panico, ma chiamare subito i soccorsi, sia facendo accorrere persone eventualmente nei paraggi che telefonando al 118. In attesa di aiuto, praticare le prime manovre di soccorso, in caso di dubbi, si può restare al telefono con l'operatore del 118 per avere precise indicazioni sul da farsi.

Se il bambino ha più di tre anni, si deve sistemare leggermente prono in avanti con la testa verso il basso, si danno 5 colpi decisi con il palmo della mano sulla schiena, in zona centro-laterale. Se così non espelle il corpo estraneo, si deve praticare la cosiddetta manovra di Heimlich: sistemare un pugno sopra l'ombelico, circondarlo con l'altra mano e spingere verso l'interno e in alto contemporaneamente per aumentare la pressione interna al torace e facilitare l'espulsione.

La sequenza di colpi alla schiena e manovre va ripetuta fino all'arrivo dei soccorsi. Se il bambino è piccolo cambia la posizione di intervento: ci si deve sedere sistemando il bimbo a faccia in giù sulle gambe, dando colpi sulla schiena dal centro verso l'esterno. Poi deve essere posto su un piano rigido praticando compressioni toraciche simili al massaggio cardiaco. Mai metterlo a testa in giù, perché non ci sono evidenze di efficacia.

Se la vittima è incosciente, bisogna aggiungere la rianimazione cardiopolmonare ovvero fasi di respirazione bocca a bocca alternate a un massaggio cardiaco. Superata l'emergenza è comunque consigliabile sottoporre il bimbo a un controllo medico, per verificare che non vi sia una polmonite ab ingestis provocata dal corpo estraneo rimasto nelle vie aeree.

Approfondimenti: Sito della Fimp

 

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