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Bambini: il linguaggio li aiuta a controllare la rabbia
Bambini - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Venerdì 05 Aprile 2013 10:30    PDF Stampa E-mail
Bambino ArrabbiatoCosì gli adulti, anche i bambini si arrabbiano: a volte la collera si scatena perché non riescono a fare ciò che vogliono, altre volte perché un amichetto gli ha strappato di mano il trenino, la bambola, il libro, altre ancora perché non è facile accettare il no di mamma e papà. La sua rabbia si esprime con urla, pianti e capricci e queste reazioni sono naturali tra i bambini, che più sono piccoli e più hanno difficoltà a sopportare tutto ciò che ostacola la soddisfazione dei loro bisogni. Imparare a controllare le emozioni e a gestire la frustrazione è una tappa importante della loro crescita.

Secondo uno studio, pubblicato su Child Development, le competenze linguistiche aiutano i bimbi a sviluppare maggiormente l'autocontrollo. Questa abilità si acquisisce imparando a esprimere con le parole sentimenti come la tristezza, la collera, il disagio e la paura. Riconoscere ed esprimere a parole come il bambino si sente serve a canalizzare l'aggressività. I ricercatori del Dipartimento di psicologia dell'Università della Pennsylvania hanno monitorato 120 bambini, dall'età di 18 mesi fino a 4 anni.

Bambina Arrabbiata
Hanno fatto loro visita a casa e li hanno sottoposti a test in laboratorio, ne hanno misurato lo sviluppo del linguaggio e la capacità di far fronte ad attività frustranti (per esempio aspettare, prima di scartare un regalo) che le loro mamme terminassero il lavoro in cui erano indaffarate.

Hanno potuto scoprire che i bambini di tre anni con migliori competenze linguistiche tendono con più calma a chiedere supporto alla mamma con frasi del tipo "hai finito?" o "chissà cosa c'è?". I coetanei meno chiacchieroni a quattro anni esprimono meno rabbia riuscendo a distrarsi facendo qualcos'altro.

Pamela Cole, docente di psicologia alla Pennsylvania State University spiega che il linguaggio e un ricco vocabolario aiutano i bambini a verbalizzare le emozioni e a usare l'immaginazione per sopportare un'attesa che a quell'età può essere frustrante.

Il controllo delle emozioni è cruciale per lo sviluppo socio-emotivo dei bambini: se reazioni di rabbia, istintive e intense, possono essere frequenti nei primi anni di vita, tendono poi a diminuire in età scolare, perché a sei-sette anni i bambini sviluppano altre abilità, cognitive e linguistiche che servono a gestire il proprio stato emotivo.

I bambini che imparano a parlare precocemente e bene riescono meglio a esprimere i propri bisogni con le parole, a pensare prima di agire, anche alle regole e a spostare l'attenzione dall'oggetto o dall'attività desiderata. Questi bambini posseggono una maggior capacità di autocontrollo. I bambini che hanno capacità linguistiche poco sviluppate di solito agiscono in modo più impulsivo e aggressivo.

Questo accade perché, non riuscendo a spiegarsi con le parole lo fanno con i fatti, anche i bambini iperattivi tendono a controllarsi meno, non riuscendo a contenere la propria impulsività. Come scrive Deborah Plummer nel libro "Esprimere la rabbia" , la rabbia infantile non va negata, temuta o repressa perché è una normale e salutare emozione umana.

I bambini piccoli hanno bisogno di aiuto per poter imparare a gestire con successo i propri sentimenti. Il controllo cosciente è infatti un'operazione complessa, influenzata da diversi fattori come il temperamento del bambino ma, anche dall'ambiente familiare. Se l'ambiente sociale in cui vive è disagiato e degradato, se i genitori rivendicano il diritto e la validità pedagogica delle percosse, può essere più difficile imparare a trasformare la propria rabbia in emozioni più gestibili e comunicabili con le parole.

La capacità di verbalizzare si conquista anche grazie ai limiti e alle regole date dai genitori, oggi si è sempre pronti a soddisfare le richieste dei bambini, sottovalutando che i no aiutano a crescere.

I genitori dovrebbero fissare dei limiti e delle regole, anche se un loro no può essere frustrante per i figli. Imparare a gestire la frustrazione, è una tappa importante per la crescita e se non si impara da piccoli sarà più difficile poi farlo da grandi.

Se i genitori riuscissero a educare i bambini a trovare le parole per esprimere le emozioni, a individuare e gestire le emozioni, verbalmente e fisicamente, i bambini avranno poi migliori capacità di modulare il loro sistema emozionale. Sapranno mettere un freno alle pulsioni e sapranno costruire un ponte tra il cervello emotivo e quello cognitivo, come spiega Ulisse Mariani, psicologo e psicoterapeuta dell'azienda sanitaria di Viterbo, che sull'argomento ha scritto diversi libri.

Assecondare ogni richiesta, cedere ai pianti e alle urla non è positivo perché i figli hanno bisogno di una guida e di autorevolezza, cioè regole e limiti adeguati. Dare tutto e subito ai propri figli, convinti così di placare la loro collera e di non farli soffrire contribuisce alla costruzione di un io fragile e di un falso senso di onnipotenza, pronto ad andare a prezzi alle prime inevitabili frustrazioni.

Quando un figlio manifesta rabbia va rassicurato, bisogna fargli capire che è naturale, a volte, arrabbiarsi, ma che la prossima volta dovrà cercare di contenere la marea di emozioni che l'hanno fatto esplodere. Il bimbo saprà farlo perchè potrà contare sull'aiuto e sulle rassicurazioni dei genitori.
 

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