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Bambin: più sicuri al parco che davanti al computer
Bambini - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Martedì 23 Aprile 2013 16:32    PDF Stampa E-mail
CyberbullismoUn report britannico indica nuovi e vecchi pericoli per i minori, i rischi vengono dal mondo digitale. Solo un bambino su nove, tra i 520 mila maltrattati o offesi in Gran Bretagna ogni anno in ambiente domestico, viene aiutato e protetto dalla autorità competenti. 
 
Le violenze sui minori sia fisiche che psicologiche, sono un'emergenza globale. Un recente studio britannico dimostra come le minacce stiano provenendo da direzioni diverse rispetto al passato. Lo studio dimostra anche che non si è preparati a questo cambiamento: può essere più pericoloso per i bambini giocare con il telefonino anziché andare al parco da soli.
 
Cyberbullismo
Il pericolo è in casa: aggancia i bambini  in rete, in chat o sullo smartphone i bambini. Il bullo abborda la sua vittima sui social network, in un modo subdolo e più nocivo, come dimostrano i tragici episodi di suicidi di ragazzini violati e derisi su Facebook. 
 
Vengono presi di mira nella propria privacy e nella propria dignità a un'età in cui si è troppo fragili e vulnerabili per reagire nel modo giusto.  Ci sono poi i pericoli intesi come tutte le immagini o le parole che possono traumatizzare un bambino, ferendone nel profondo la psiche. 
 
Il report della charity National Society for the Prevention of Cruelty to Children (NSPCC) sottolinea come la nuova frontiera del pericolo per i più piccoli sia internet. Il rapporto è stato stilato incrociando dati ufficiali e sondaggi e ricorda che le violenze sui bambini avvengono con il doppio di probabilità in casa. 
 
Per quello che concerne il web viene evidenziato che un quarto dei ragazzini tra gli undici e i dodici anni vede ogni giorno qualcosa che li turba su internet. Il 30% dei giovanissimi (tra gli 11 e i 16 anni) è stato vittima di cyberbullismo o attraverso il web o via smartphone e più del 10% ha ricevuto messaggi di carattere esplicitamente sessuale. 
 
Infine il 30% ha avuto contatti con estranei e il 25% dei sedicenni ha visto immagini o video a carattere sessuale nel corso dell'ultimo anno.
 
Lisa Hawker, autrice dello studio, vuole sottolineare anche le buone notizie che emergono da questo report. Un altro aspetto della ricerca mostra come per quanto riguarda i pericoli più tradizionali i piccoli siano invece più al sicuro al giorno d'oggi. 
 
Lo scorso anno in Gran Bretagna si sono verificati 21.500 episodi di molestie sessuali sui minori e seimila tra questi episodi sono sfociati in stupri. Nel lungo periodo la violenza sui bimbi sta calando. 
 
Gli omicidi che coinvolgono minori dal 1980 sono scesi e si è registrato anche un declino dei suicidi. I rischi classici ai quali erano esposti un tempo i più piccoli si sono ridimensionati e si può parlare di vecchi pericoli in declino a fronte di pericoli emergenti in aumento (ai quali la società non è ancora preparata). 
 
Esiste una inconsapevolezza dei grandi, che non capiscono quanto i propri figli siano esposti ai rischi, nonostante siano chiusi nelle proprie case calde e rassicuranti. Di contro, al parco molti genitori non si fidano a lasciarli andare da soli ma, i malintenzionati sono sempre meno. 
 
L'iperprotettività è dannosa, ma spesso è rivolta nella direzione sbagliata. Basterebbe un atteggiamento più vigile da parte degli adulti di fronte al mondo digitale e una guida consapevole.
 
Sottrarsi alle molestie, alle aggressioni o agli inviti ambigui è difficile, soprattutto perchè questi fenomeni si svolgono online dove è facile rimanere nell'anonimato. Dallo studio emerge che uno dei pericoli più frequenti tra i ragazzi che frequentano internet sono il cyberbullismo e il sexting (scambio di foto e video a sfondo sessuale, spesso realizzate con il cellulare o pubblicazione tramite via telematica, come chat, social network e internet in generale, oppure nell'invio di semplici MMS).
 
Sono nuove modalità di aggressione e di molestie mediante cellulari e rete, con una piccola ma significativa differenza rispetto ai fenomeni vecchio stile: l'anonimato. 
 
La stessa cosa vale per ogni tipo di atteggiamento disturbato che si cela dietro a un'identità nascosta. Bisognerebbe iniziare da qui per proporre un uso educato di internet. 
 
A fronte dei pericoli emergenti rivestono un importante ruolo la società, le comunità e le famiglie che devono collaborare con le istituzioni che non possono gestire il problema da sole. Forse il primo passo per fare questo è l'informazione.
 
 

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