Come affrontare i risvegli notturni del neonato
Bambini - Articoli
Scritto da Tatta Bis     Venerdì 17 Maggio 2013 09:11 Stampa
BambinoOgni neo-mamma teme i risvegli notturni del neonato: sono uno degli incubi peggiori, come affrontare al meglio la situazione per garantire serenità a noi e al nostro bambino?
 
L'istinto materno ci fa balzare giù dal letto al primo vagito precipitandoci nella stanza del piccolo per sollevarlo dalla culla e coccolarlo, allattarlo, finché non si riaddormenta, ma è la reazione meno consigliata da psicologi e pediatri. 
 
Bambino Pianto

Se si ha questo comportamento, i primi anni di vita del piccolo possono trasformarsi in un difficile periodo di perdita del vostro sonno, della tranquillità e benessere psicofisico.
 
Un bambino, nei primissimi mesi della sua vita, dovrebbe solo mangiare e dormire, se i genitori riescono a gestire bene questa fase, facendo mangiare il bimbo quando ha fame, somministrandogli il latte giusto nel corretto quantitativo e nel modo a lui più gradito, il neonato può arrivare a dormire ben 20 ore al giorno nel primo mese. 
 
Questo implica che il bebè possa avere fame anche durante la notte, rispettando le abitudini che ha avuto fino a poco tempo prima nella pancia della mamma, dove poteva nutrirsi a suo piacimento, ogni volta che ne aveva bisogno. 
 
Il nostro compito sarà anche di aiutarlo a capire e ad adeguarsi alle nuove "regole" che sono importanti anche per un corretto sviluppo di sane abitudini, utili ad una crescita equilibrata e serena.
 
Di notte un bambino ha normalmente quattro o cinque risvegli e ad ognuno mette in atto una serie di suoi meccanismi per superare il difficile periodo di transizione che sta fra la veglia e il sonno. Ad esempio succhiare il ciuccio, il dito, tirare il lenzuolino, abbracciare il pupazzo.
 
Sono molti però i bimbi che, iniziano ad emettere vagiti, piangere e strillare: se i genitori si precipitano nella stanza per soccorrerlo, come se fosse in pericolo, prendendolo in braccio e cullandolo per farlo riaddormentare, piuttosto che cantandogli una ninna nanna, il bambino si abituerà a riaddormentarsi in tal modo.  Ad ogni risveglio ricomincerà a piangere, per ottenere il piacevole trattamento di coccole. 
 
Questo sarà per lui un ostacolo perchè non riuscirà ad apprendere il meccanismo basato sull'auto-lenire che è indispensabile per un riaddormentarsi autonomamente e fondamentale per sviluppare buone abitudini di sonno.
 
Queste abitudini sono utili per una crescita sana del bambino e salvano i genitori dalla perdita di sonno. Il consiglio degli esperti è di attendere almeno due minuti dall'inizio del pianto perchè nella maggior parte dei casi, questo cesserà molto prima della scadenza di tale tempo e il neonato si riaddormenterà da solo. 
 
Se il lamento continua, allora sarà meglio controllare, ma in punta di piedi e intervenire solo in presenza di un reale problema (il bimbo è caduto, ha avuto un rigurgito, è bagnato, ecc.).  
 
Se non ha nulla di grave, facciamoci forza e attendiamo ancora, sorvegliando il bebè in penombra, senza farci scoprire: la tentazione di prenderlo in braccio sarà forte. Questo però è il momento giusto per insegnargli a riaddormentarsi da solo oppure lo renderemo dipendente dalla nostra presenza in tutti i suoi risvegli futuri. 
 
 

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