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La musica di Mozart può ridurre crisi epilettiche nei bambini
Bambini - Articoli
Scritto da Tatta Bis     Martedì 14 Gennaio 2014 10:15    PDF Stampa E-mail
Cervello LogoL'epilessia è una sindrome neurologica con crisi improvvise, il termine epilessia deriva dal greco "epilepsis" (attacco, il verbo è epilambanein "essere sopraffatti, essere colti di sorpresa") e sta ad indicare una modalità di reazione del Sistema Nervoso Centrale a diversi stimoli.  
 
Di epilessia ne esistono di diversi tipi e non è semplice tenere a bada questa patologia se non con farmaci molto forti che causano molti effetti collaterali, ma un nuovo studio, condotto a Taiwan presso la Kaohsiung Medical University, mette in evidenza il ruolo della musica nel trattamento delle convulsioni.
 
Epilessia

L'epilessia è caratterizzata da convulsioni e perdita di coscienza, le crisi epilettiche sono provocate da un'iperattività delle cellule nervose cerebrali (i neuroni), evidenziabile con l'elettroencefalogramma, seguita da un periodo di completa inattività. 
 
Si verifica un'eccessiva attività funzionale del sistema nervoso per cui, alcuni o tutti i neuroni della corteccia cerebrale, incominciano ad attivarsi ad un ritmo molto superiore al normale, producendo una scarica.
 
L'epilessia colpisce fra lo 0.6 e l' 1% della popolazione (in Italia siano fra 350.00 e 500.00 le persone affette da epilessia) e può manifestarsi ad ogni età ed in forme assai diverse. 
 
Si parla genericamente di epilessie ed è quindi importante, nel classificarle, tenere conto della loro causa e distinguere quelle sintomatiche (si manifestano cioè nel corso di altri stati morbosi) dall'epilessia idiopatica (non si conosce l'origine). 
 
In un buon numero di casi non si riesce a trovare la causa dell'epilessia che viene pertanto definita criptogenica.
 
Sono stati tratti ottimi benefici, nei bambini, dall’ascolto del concerto numero 23 - K488, composto da Wolfgang Amadeus Mozart per le Accademie Viennesi della Quaresima del 1786.
 
Lo studio è stato condotto perché di norma non esistono metodo efficaci per ridurre il rischio di recidiva in seguito alla prima crisi epilettica non provocata. 
 
Attraverso questa ricerca si è potuto constatare come l’ascolto della sonata per piano K. 488 di Mozart potesse ridurre il rischio di ricaduta.
 
Per dimostrarlo, sono stati reclutati quarantotto bambini che avevano già subìto almeno una crisi epilettica con scariche epilettiformi. 
 
I bimbi sono poi stati divisi due gruppi da ventiquattro in maniera del tutto casuale. Quelli che facevano parte del trattamento “Mozart” avevano il compito di ascoltare la sonata K.488 ogni sera prima di andare a dormire, per un totale di sei mesi. 
 
Sono stati esclusi dal gruppo solo due pazienti per motivazioni personali. Di conseguenza, al termine dello studio, vi erano soltanto più 46 pazienti. Di questi, all’89% era stata diagnostica un’epilessia idiopatica (primaria).
 
I risultati dello studio, pubblicato su BMC Complementary and Alternative Medicine, mostrano che il tasso di recidive è stato significativamente inferiore nel gruppo “mozartiano” rispetto a quello di controllo. 
 
La maggior parte delle riduzioni si sono verificate dopo un mese, due mesi e 6 mesi di ascolto. Il controllo è stato fatto anche tramite EEG (confrontato con quello eseguito prima di ascoltare la musica).
 
I ricercatori spiegano che il numero dei casi è comunque limitato e che non sono stati verificati i momenti in cui i bambini avrebbero dovuto ascoltare la musica, tuttavia non si può non notare l’incredibile effetto che è stato ottenuto anche su questi numeri.
 
I ricercatori credono che la sonata di Mozart K.448 potrebbe essere un trattamento promettente come alternativa nei pazienti con prime convulsioni non provocate e EEG anormali. 
 
Saranno effettuati ulteriori studi su larga scala per confermare l’effetto, come concludono gli autori dello studio, Lung-Chang Lin, Mei-Wen Lee, Ruey-Chang Wei, Hin-Kiu Mok e Rei-Cheng Yang della Kaohsiung Medical University. 
 
 

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