Il gioco d'azzardo coinvolge un milione di minori
Bambini - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Mercoledì 30 Aprile 2014 08:47 Stampa
gioco Dazzardo logoLa Società italiana medici pediatri (SIMPe) e l'Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza (Paidòss) hanno effettuato un'indagine nazionale sul gioco d’azzardo nei minori. 
 
I risultati mostrano che sono almeno 800.000 i ragazzi italiani fra i 10 e i 17 anni che giocano d’azzardo, vittime di slot e sale Bingo, il 20%, 1 su 5, è a rischio, sono 400.000, addirittura, i bambini fra i 7 e i 9 anni che hanno già puntato la propria paghetta su qualche scommessa sportiva, lotteria o bingo.
 
Gioco Dazzardo Bambini

L'indagine è stata presentata durante l'International Pediatric Congress on Environment, Nutrition and Skin disease e mostra come gli adolescenti siano sempre più a rischio ludopatia.
 
Emerge inoltre un ulteriore dato allarmante che riguarda i genitori: la maggioranza di essi riconosce che il gioco patologico può interessare i minori e dichiara di esserne preoccupato, ma pare che non siano a conoscenza delle abitudini dei propri figli.
 
Il 75% dei genitori giudica necessario intervenire se si scopre che il proprio figlio gioca d’azzardo, ma non c'è consapevolezza che tale ipotesi potrebbe riguardare proprio loro.
 
Il campione è stato di 1.000 genitori di bambini e adolescenti e il 90% non conosce il termine ludopatia, mentre il 70% non ha mai sentito parlare in famiglia del tema del gioco patologico.
 
Giuseppe Mele, presidente di SIMPe e Paidòss, crede che sia inquietante l’atteggiamento ambivalente dei genitori che capiscono più o meno chiaramente che il gioco d'azzardo potrebbe essere un problema, ma sembra quasi che sia qualcosa che non riguardi loro.
 
Il vizio di puntare e scommettere incomincia prestissimo, 400.000 bimbi fra i 7 e i 9 anni hanno già scommesso la paghetta su lotterie, scommesse sportive e bingo. 
 
Il gioco promette divertimento, ma con il tempo può creare una dipendenza chiamata ludopatia. La ludopatia è il gioco d'azzardo patologico (definito anche azzardopatia), un disturbo del comportamento rientrante nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi.
 
Il giocatore è diagnosticato affetto dal gioco d'azzardo patologico se presenta almeno cinque di questi sintomi:
 
- È assorbito dal gioco, è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare modi per procurarsi denaro per giocare
 
- Ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato
 
- Tenta di ridurre, controllare o interrompere il gioco d’azzardo, ma senza successo
 
-è irrequieto e irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
 
- Gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico, per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione
 
- Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora, rincorrendo le proprie perdite
 
- Mente alla famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo
 
- Ha commesso azioni illegali (falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita) per finanziare il gioco d’azzardo
 
- Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo
 
- Fa affidamento sugli altri per reperire denaro per alleviare la situazione economica difficile causata dal gioco, “operazione di salvataggio”.
 
I bambini e ragazzi giocano per divertimento, per avere un'emozione nuova o per guadagnare dei soldi per fare acquisti. 
 
Spesso i minori  chiedono di accedere ai siti per il gioco online vietati ai minori: proprio così la malattia delle scommesse si sta insinuando tra i giovanissimi che spesso iniziano chiedendo ai genitori di partecipare a giochi di società dove si punta denaro (48%) oppure entrano nelle sale gioco (34%).
 
Il SIMe reputa il gioco d'azzardo un pericolo sociale che dovrebbe essere arginato e provano a farlo attraverso la prima campagna di sensibilizzazione nazionale contro le ludopatie nei minorenni dal nome "Ragazzi in gioco". 
 
Ci sono dei corsi dedicati ai pediatri e agli studenti nelle scuole e si comincia a parlare di dipendenza dal gioco, dei suoi sintomi e delle sue terribili conseguenze. 
 
Bisognerebbe fermare ogni tipo di pubblicità sul gioco d'azzardo in tv e un giro di vite sulle app accessibili a tutti, per scaricare giochi da smartphone e pc, su questo il Garante per l'Infanzia dovrebbe intervenire. 
 
L'appello è stato fatto del presidente SIMPe Paidòss, Giuseppe Mele, serve inoltre dare delle regole chiare sull'utilizzo del telefono e del computer, introdurre anche dei filtri per evitare che i minori accedano a siti dove giocare col poker online e responsabilizzarli.
 
 

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