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Esperti taliani e Israeliani si riuniscono per parlare di autismo e attaccamento
Bambini - Articoli
Scritto da Tatta Bis     Lunedì 12 Gennaio 2015 14:18    PDF Stampa E-mail
autismo2L'immagine convenzionale dei bambini autistici è che sono distaccati, più interessati agli oggetti che alle persone e stanno in disparte, ma non è condivisa da tutti: David Oppenheim, membro senior del "Center for the study of child development" dell'Università di Haifa (Israele) mostrerà i risultati delle sue ultime ricerche alla conferenza internazionale su "Attaccamento e autismo: l'importanza dell'insightfullness genitoriale".
 
La conferenza si terrà a Roma dal 31 gennaio al il 1° febbraio, una due giorni di formazione promossa dall'Istituto di Ortofonologia (IdO) nell'Aula magna dell'Istituto comprensivo Regina Elena.
 
Autismo2
In un'intervista Oppenhim spiegava che è possibile parlare di attaccamento anche per una persona autistica, in una sua ricerca, così come in altre, ha dimostrato che i bambini con autismo si affezionano alle loro madri in modi che sono molto simili a quelli di bambini con sviluppo tipico. 
 
I loro comportamenti di attaccamento,  i modi specifici in cui mostrano il loro attaccamento, possono essere diversi: come accade per i bambini normodotati, i minori con autismo hanno un attaccamento sicuro ai loro caregiver, li usano come base sicura per esplorare l'ambiente e come fonte di conforto quando sono stressati. 
 
La maggior parte delle ricerche sull'attaccamento nell'autismo è stata realizzata con le madri, ma si suppone che i bambini sviluppino un attaccamento anche verso i loro padri e altri operatori sanitari, proprio come i minori normodotati.
 
I bambini con autismo a volte mostrano il loro bisogno di vicinanza, comfort e sicurezza in modi diversi rispetto ai minori con sviluppo tipico. 
 
Sembrano disinteressati agli altri, spiega il professore, o meno influenzati dall'andirivieni delle figure di attaccamento e ciò può indurre i genitori e i terapisti a conclusioni sbagliate, pensando che i bambini non ne abbiano bisogno. 
 
Questo può aumentare l'angoscia del minore. Comprendere l'importanza dell'attaccamento, aiuta a capire meglio le difficoltà dei bambini con autismo nel cercare l'intimità e il comfort.
 
Per molti anni, i bambini con autismo sono stati descritti come riluttanti o incapaci di stabilire relazioni di attaccamento con i loro caregivers, a partire dal 1980, una serie di studi osservazionali sull’attaccamento ha cominciato a sfidare questo punto di vista dimostrando che: i bambini con autismo sviluppano legami di attaccamento con i loro caregivers, un numero significativo (vicino alla metà) sviluppano un attaccamento sicuro. 
 
Una collaborazione scientifica tra l'Italia e Israele in tema di autismo, che si rafforza sempre di più, al centro della ricerca il rapporto genitori-figli nell'autismo. 
 
L'Università di Haifa a Roma porrà l'attenzione sul rapporto insightfulness-attaccamento nell'autismo, ossia sulla capacità del genitore di guardare il mondo attraverso gli occhi del figlio (insightfulness) e sulle potenzialità del bambino di rispondere a questa "comprensione empatica".
 
L'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) ha raccolto l'SOS lanciato dalle Asl di tutta Italia che negli ultimi anni hanno registrato un incremento del 20% di bambini e adolescenti con disturbi mentali.
 
L'Ido ribadisce l'importanza di affrontare e non eludere il problema della diagnosi in tutti i casi in cui si manifestano i disturbi del comportamento.  
 
Si parla nello specifico di ansia, depressione, anoressia, enuresi, dislessia, balbuzie, tic motori, della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), di attacchi di panico, del disturbo ossessivo, di aggressività e comportamenti a rischio. 
 
Fermare una tale impressionante ondata di patologie è possibile, come afferma l'IdO, ma solo comprendendo le reali cause che si celano dietro questo aumento. 
 
A tal fine l'Istituto romano propone un corso biennale su "Valutazione e trattamento in età evolutiva": 160 ore suddivise in 60 ore di lezioni teoriche, 24 ore di laboratori, 12 ore di supervisione e 64 ore di conferenze per aumentare le conoscenze di medici e psicologi sulla diagnosi dei disturbi e delle difficoltà dell’età evolutiva.
 
Il primo dei 12 week end di formazione si terrà a Roma nell’Aula Magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena per approfondire gli ultimi studi scientifici sull'attaccamento in tema di autismo con David Oppenheim, membro senior del Center for the study of child development dell’Università di Haifa (Israele), Ayelet Erez, membro della Clinica per la psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva del Ministero della Salute di Haifa, e Magda Di Renzo, responsabile del Servizio terapia dell’IdO e direttrice della relativa Scuola di specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva.
 
 

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