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Bambini pieni di sensi di colpa, da adulti potrebbero essere ansiosi e depressi
Bambini - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Mercoledì 14 Gennaio 2015 13:57    PDF Stampa E-mail
Ansia logoTroppi sensi di colpa nei bambini, come ad esempio chiedere continuamente scusa o sentirsi responsabili per eventi del passato, potrebbero essere un segnale di allarme per lo sviluppo di alcuni disturbi mentali, come depressione, ansia e disturbi ossessivo compulsivi. 
 
Lo ha svelato uno studio condotto alla Washington University di St. Louis, questa predisposizione a sentirsi colpevole oltre misura potrebbe essere collegata ad un'alterazione del volume dell'insula, che è un'area cerebrale che regola la percezione, l’autoconsapevolezza e le emozioni.
 
Mamma e figlio

Già noto è che l'insula è coinvolta in molti disturbi mentali, negli adulti, numerose ricerche hanno già evidenziato un legame tra il senso di colpa patologico (il manuale diagnostico DSM-V elenca tra i sintomi della depressione) e varie malattie mentali. 
 
I ricercatori del Dipartimento di Psichiatria hanno misurato i livelli di senso di colpa e depressione in un gruppo di bambini in età prescolare, tra i 3 e i 5 anni.  
 
Questi bambini, raggiunta un'età compresa tra i 7 e i 13 anni, sono stati sottoposti a tre esami di risonanza magnetica funzionale, una ogni 18 mesi.
 
Secondo i risultati dello studio, pubblicato su "Jama Psichiatry", oltre la metà dei bambini depressi aveva anche un senso di colpa patologico.
 
 I bambini non necessariamente depressi, ma con un senso di colpa patologico avevano delle dimensioni ridotte della parte anteriore dell'insula rispetto ai loro coetanei. 
 
Nonostante questo collegamento trovato dalla ricerca tra anomalie strutturali nel volume dell'insula e i disturbi nei bambini (il cui cervello è ancora in via di sviluppo), non è comunque possibile sapere se vi sia un legame causale e che cosa venga prima. 
 
L'individuazione del legame tra funzioni cerebrali e specifiche aree e reti di connessioni neurali è una delle più grandi sfide che le neuroscienze stanno affrontando. 
 
Anche senza tenere in considerazione i diversi fattori che concorrono a determinare l'interazione tra neuroni e azioni, la complessità del nostro cervello, e dei suoi dettagli anatomici e funzionali organizzati gerarchicamente su più livelli, rende molto arduo identificare relazioni di causalità. 
 
L'indagine della Washington University sulla depressione in età prescolare è interessante visto che le malattie mentali sono spesso latenti fino al periodo preadolescenziale e possedere un marcatore di rischio potrebbe aiutare nella pianificazione di eventuali interventi precoci. 
 
I ricercatori stanno inoltre indagando su quali siano i modi più efficaci per aiutare i bambini a gestire i sensi di colpa, che vengono appresi in tenera età. 
 
I sensi di colpa costituiscono uno strumento molto potente che spesso i genitori usano inconsapevolmente con i loro bambini, causando un alto livello di stress e di disagio che rimangono anche il giorno successivo.
 
Tutto ciò è emerso da un recente studio finlandese secondo il quale al variare quotidiano dei livelli di colpevolezza indotta dall'adulto, si modificano di conseguenza, anche lo stress e il disagio provati dal piccolo.
 
Il ricorso ai sensi di colpa da parte dei genitori induce nei bambini un'interiorizzazione dei problemi, i cui principali disturbi sono proprio ansia e depressione. 
 
Lo studio è ancora in corso e i ricercatori sperano di poter seguire i bambini fino all’inizio dell'età adulta, concentrandosi sulle risposte alle sfide poste dal delicato periodo dell'adolescenza, in particolare quelle legate alla depressione, come l’abuso di alcol e altre sostanze. 
 
La frase :“Se lo fai un’altra volta, mamma si arrabbia!” è la tipica espressione utilizzata dai genitori quando il loro bambino sta facendo qualcosa che loro non condividono. 
 
Inoltre è la frase che i genitori solitamente utilizzano quando non hanno altre risorse per gestire alcune situazioni che riguardano il comportamento dei propri figli.
 
Frasi come questa sono le tipiche espressioni che producono e instillano il senso di colpa nei propri figli.
 
Come funziona il meccanismo del senso di colpa? Qualcuno (per es. un genitore) invia un messaggio, destinato a ricordarti che, facendo o non facendo, dicendo o non dicendo una certa cosa, sei stato cattivo. 
 
Tu rispondi a quel messaggio deprimendoti e il senso di colpa si è attivato, viene così a far parte della tua struttura emotiva.
 
Come mai da bambini non si è riusciti a respingere i messaggi di colpa che ci sono stati inviati? Forse perché i messaggi provenivano da chi ci stava particolarmente a cuore, come i nostri genitori e non si poteva deluderli. 
 
Il senso di colpa viene appreso in tenerissima età e persiste nell’adulto come residua reazione infantile. Le frasi che lo producono sono molte: hanno inciso nel bambino e questi, divenuto adulto, ancora se le porta dentro. 
 
Le implicazioni contenute in queste frasi possono ancora ferire l’adulto che per esempio delude il capoufficio o persone nella quali egli ravvisi quasi dei genitori.
 
Sentirsi in colpa non significa soltanto crucciarsi per il passato, ma anche essere immobilizzati nel presente a cagione di un evento passato. 
 
Frasi che producono senso di colpa sono:
 
- “Io mi sono sacrificato per te!”, un genitore con essa ti richiama alla memoria tutte le volte che ha dovuto rinunciare alla propria felicità perché tu avessi una data cosa, tu ti domandi come hai potuto essere tanto egoista dopo che ti era stato ricordato di quanto sei debitore.
 
- “Quindici ore di parto solo per metterti al mondo!”, ti senti colpevole per aver inflitto tanto dolore alla persona che conta di più, tua madre.
 
- “Sono rimasto con tua madre solo per amor tuo!”, questa frase mira a farti sentire colpevole del brutto matrimonio di tuo padre.
 
- “Va bene, noi restiamo soli. Tu divertiti pure, come d’altronde hai sempre fatto. Non darti pensiero per noi” , servono ad ottenere che tu ti faccia vivo più spesso, che telefoni o che vai a trovare i tuoi con più regolarità.
 
- “Ci hai fatto fare una brutta figura!” oppure “Che penserà la gente di noi?”, forze esterne vengono chiamate in causa perché tu senta il rimorso di ciò che hai fatto e per impedirti di farlo ancora. 
 
-“Se ti bocciano ad un esame ci farai fare una pessima figura!” 
 
- “Mi farai morire!” oppure “Mi farai venire un infarto”, la malattia di uno dei genitori è una fabbrica che produce un senso di colpa di primissima qualità, accollano la responsabilità di tutte le malattie tipiche di chi sta invecchiando. 
 
- “Ti sei dimenticato di dire grazie! Vuoi proprio che i nostri amici pensino che io non ti ho insegnato nulla?” oppure “Metterti le dita nel naso davanti all’amico di papà! Mi hai messo in imbarazzo!”, senso di colpa legato a comportamenti sociali. 
 
Si può insegnare ad un bambino a comportarsi in maniera accettabile senza instillargli alcun senso di colpa e spiegandogli invece i motivi per cui un dato comportamento è magari socialmente indesiderabile.
 
Il senso di colpa può alla lunga determinare alcuni disturbi di carattere psicologico come: indecisione, insicurezza, ipocondria e paure di diverso tipo, bassa stima di sé, enorme bisogno di essere considerati e amati.
 
Per risolvere i disagi psicologici collegati al senso di colpa è necessario certamente un lavoro su di sé, attraverso una psicoterapia mirata a conoscere i propri conflitti e a imparare a gestirli nel migliore dei modi attraverso lo sviluppo di nuove consapevolezze, nuove risorse e nuove competenze.
 
 

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