Il Dna dei batteri viene ereditato dalla mamma
Bambini - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Mercoledì 18 Febbraio 2015 14:43 Stampa
batteri patogeniNel patrimonio genetico che la madre trasmette ai figli c'è anche il Dna dei batteri che abitano nel suo organismo, lo hanno scoperto, nei topi, alcuni ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, coordinati da Thaddeus Stappenbeck ed Herbert W. Virgin, come spiegano in uno studio, pubblicato sulla rivista "Nature". 
 
La scoperta permette di capire meglio il modo in cui molte malattie possono essere influenzate dalla genetica: alcuni batteri che vivono dentro il nostro corpo non sono dannosi e spesso producono dei benefici per l'organismo, possono influenzare aspetti come il peso e il comportamento. 
 
Gravidanza Pancia

Finora si era pensato che certi caratteri si acquisissero nel corso della vita, ma i ricercatori, con questo studio, hanno dimostrato per la prima volta che il Dna dei batteri può essere trasmesso dai genitori ai figli in un modo che influisce su specifici tratti come l'immunità e l'infiammazione. 
 
Gli studiosi hanno collegato i batteri commensali, non nocivi, dei topi alla vulnerabilità a lesioni all'intestino, come quelle provocate dalla malattia di Crohn e la colite ulcerosa.
 
Stappenbeck e Virgin hanno visto che circa la metà dei topi aveva bassi livelli nell'intestino dell'anticorpo collegato alla malattia di Crohn e la colite ulcerosa, chiamato IgA. 
 
Questo batterio aiuta l'organismo a difendersi dagli invasori ed è presente nel muco prodotto da occhi, naso, gola e intestino. 
 
Quando i ricercatori hanno messo insieme topi con livelli bassi e alti di IgA, tutti hanno finito per avere livelli bassi in poche settimane. 
 
Quando si sono riprodotti, i figli delle madri con bassi livelli di IgA avevano anche loro bassi livelli: secondo i ricercatori i topi hanno acquisito bassi livelli del natterio attraverso la normale diffusione dei batteri, e poi le madri li hanno trasmessi ai figli.
 
Quest'ultimo passaggio suggerisce che i tratti influenzati dai batteri possono passare dalle madri alla loro progenie nello stesso modo in cui passano i tratti influenzati dal DNA della madre stessa.
 
A riprova che il cambiamento di livelli di anticorpi sia abbastanza significativo nei topi da poter essere considerato come un tratto ereditario, i ricercatori hanno inserito nella dieta dei topi una sostanza chimica che usano per caratterizzare la risposta dell'intestino alle lesioni come parte dei loro studi sulle malattie infiammatorie intestinali. 
 
Nei topi con bassi livelli di anticorpi, il composto ha causato molti più danni. A influenzare alcuni tratti dei topi potrebbero quindi esserci i geni dei batteri ereditati dai genitori, il che ha implicazioni notevoli per gli studiosi. 
 
Anche perché li aiuta ad ampliare il modello dell'ereditarietà, contribuendo a costruire un'immagine più complicata ma più aderente alla realtà di come i geni umani, batterici e virali incidano sulla nostra salute.
 
 

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