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Bimbi asmatici sono sensibili agli arachidi, ma non lo sanno
Bambini - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Martedì 19 Maggio 2015 16:26    PDF Stampa E-mail
allergie alimentariMolti dei bimbi che sono affetti da asma hanno anche una sensibilità o un'allergia alle arachidi, ma non lo sanno: è emerso da una ricerca presentata all'American Thoracic Society International Conference a Denver.
 
Molti dei sintomi respiratori dell'allergia alle arachidi possono rispecchiare quelli di un attacco d'asma, e viceversa, ne sono esempi di questi sintomi la mancanza di respiro, l'affanno e la tosse, come ha spiegato Robert Cohn, autore della ricerca. I ricercatori hanno esaminato 1.517 bambini dalla clinica polmonare pediatrica presso il Mercy Children's Hospital di Toledo, Ohio, i ricercatori hanno determinato se i bambini avessero un'allergia alle arachidi documentata e se avevano eseguito un esame del sangue per gli anticorpi che dimostrano una potenziale reazione alle arachidi, noti come IgE. 
 
Asma

I bambini sono stati considerati positivi se avevano una storia documentata di allergia alle arachidi o uno specifico esame del sangue IgE che ha mostrato un livello superiore rispetto al normale.
 
Quello che è emerso è stato che 163 bambini, l'11%, aveva una storia documentata di allergia alle arachidi, quasi il 44% (665) aveva effettuato prove specifiche di IgE a un certo punto per verificare l'allergia alle arachidi e di quest'ultimo gruppo in 148,circa il 22%, è stato rilevato un test positivo alla sensibilità arachidi. 
 
Più della metà di questi bambini e delle loro famiglie non sospettava ci fosse alcuna sensibilità alle arachidi, lo studio dimostra che i bambini con asma potrebbero beneficiare di un test per la sensibilità di arachidi, soprattutto quando il controllo del respiro affannoso e della tosse è difficile, spiega il dottor Cohn .
 
I bambini che soffrono di asma e di raffreddore da fieno non devono mangiare noccioline o cibi prodotti con burro di arachidi, per prevenire lo sviluppo nella crescita di gravi, o addirittura mortali, forme di allergia. 
 
Lo affermava già uno studio condotto in Gran Bretagna, su un campione di 62 pazienti, dalla dottoressa Pamela Ewan -della clinica allergica dell'ospedale ''Addenbrooke'', di Cambridge e pubblicato sul nuovo numero del ''British medical journal''.
 
Dallo studio era emerso che la maggior parte dei soggetti osservati, tutti allergici alle arachidi o ad alimenti analoghi come nocciole e mandorle, avevano sviluppato la patologia fin dall'infanzia: il 50% dei pazienti prima del compimento del secondo anno d'età, mentre tutti gli altri approssimativamente prima dei sette anni. 
 
Generalmente si diventa sensibili a tapi tipi di alimenti fin da piccoli, sviluppando poi nella crescita forme allergiche anche molto gravi, che possono provocare l'ingrossamento improvviso, e talvolta fatale, delle vie respiratorie e della laringe. 
 
I genitori di bambini che soffrono di asma, raffreddore da fieno o eczema, dovrebbero pertanto cercare di eliminare dalla dieta dei figli, possibilmente fino ai sette anni d'età, cibi contententi arachidi.
 
L’asma è una malattia dei bronchi, quei “tubi” che tutti noi abbiamo nel torace che servono a portare aria ai polmoni, alcuni bambini, detti bambini broncoreattivi, hanno bronchi particolari che presentano una strana e spiccata tendenza a stringersi, così che di tanto in tanto diventano sottili tubicini che lasciano passare meno aria. 
 
I pediatri chiamano questo fenomeno broncoreattività e il restringimento dei bronchi che si verifica viene detto broncospasmo. 
 
La reazione eccessiva di contrazione può avvenire in seguito a svariati stimoli tra cui: infezioni virali, allergeni, fumo, inquinanti, irritanti, aria fredda e secca, sforzo fisico, risata intensa, pianto intenso.
 
Tali fenomeni sono dovuti ad una risposta immunitaria “anomala” che si sviluppa nei bronchi, come se il sistema immunitario cercasse di difenderli da sostanze verso le quali non c’è ragione di difesa e verso cui solitamente altre persone non presentano alcuna reazione. Sembra ormai certo che alcuni fattori genetici giochino un ruolo determinante in tutto ciò.
 
 
 

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