Batterio dell'ulcera: una possibile causa del Parkinson
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Scritto da Martina Paolucci     Martedì 24 Maggio 2011 11:00 Stampa
Il batterio dell'ulcera: una possibile causa del parkinsonChi sostiene che ogni parte del nostro corpo vive solo per se stessa e non influenza il funzionamento delle altre sbaglia di grosso. A darne ulteriore dimostrazione, oggi arriva uno studio effettuato dai ricercatori della Louisiana State University Health Sciences Center di Shreveport, negli Stati Uniti, che hanno presentato i propri lavori durante la 111° Assemblea generale della Società Americana di Microbiologia. Il team, guidato da Traci Testerman, sostiene che vi sia un collegamento tra la presenza nello stomaco dell'Helicobacter Pylori, il batterio responsabile dell'ulcera, e l'insorgenza del morbo di Parkinson.

Una possibile correlazione tra il batterio e la malattia degenerativa era già stata intuita negli anni Sessanta, ancora prima che la presenza dell'Helicobacter Pylori fosse collegata allo sviluppo dell'ulcera. L'esperimento dei ricercatori americani è stato condotto su cavie da laboratorio appositamente infettati dal batterio. Dalla monitoraggio della loro crescita gli studiosi hanno potuto trarre importanti conclusioni.

Il batterio dell'ulcera: una possibile causa del parkinson
I ricercatori hanno infettato il gruppo di topi, giovani e anziani, con tre diversi ceppi di batteri, per poi monitorarli e studiare la loro attività locomotoria e i livelli di dopamina nel cervello. Un basso livello di dopamina viene considerato un chiaro sintomo della malattia di Parkinson. In particolare, i topi infettati da uno dei tre ceppi del batterio dell'ulcera hanno mostrato importanti riduzioni sia dell'attività locomotoria sia dei livelli di dopamina. Testerman, la coordianarice, spiega che "l'infezione nei topi in età avanzata causata da un particolare ceppo del batterio Helicobacter pylori è coinvolta nello sviluppo dei sintomi della malattia di Parkinson dopo 3-5 mesi."

Inoltre, altra evidenza significativa, sembra che l'insorgenza della malattia si sia verificata maggiormente nei topi anziani, dimostrando che il normale invecchiamento, così come accade per gli esseri umani, rende più sensibili e suscettibili i topi alla malattia di Parkinson. La Testerman, in conclusione, ha sottolineato che i risultati della ricerca"suggeriscono che l'infezione da Helicobacter pylori potrebbe svolgere un ruolo signficativo nello sviluppo del morbo di Parkinson anche nell'uomo". Se così dovesse essere, forse un giorno potremmo avere una cura davvero efficace contro questo morbo e contro tutte le complicazioni che causa per il paziente e per i suoi familiari.
 

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