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Nuovi sviluppi per il batterio letale: assolti i cetrioli, si cercano i veri responsabili
Benessere - Articoli
Scritto da Martina Paolucci     Mercoledì 01 Giugno 2011 00:15    PDF Stampa E-mail
Nuovi aggiornamenti sul batterio letaleSi susseguono a ritmo frenetico aggiornamenti in merito all'epidemia che si sta diffondendo in Germania e che ha causato già diversi decessi. Se fino a qualche ora fa venivano accusato i cetrioli, adesso le autorità ritrattano e scagionano l'ortaggio. I cetrioli rinvenuti in Spagna sono stati riabilitati dalle parole del Ministro della Sanità della città-stato di Amburgo, Cornelia Pruefer-Storcks, che comunica che due dei tre ceppi dell'Escherichia Coli rinvenuti sugli ortaggi spagnoli non coincidono con quelli responsabili delle morti in Germania.

Al momento si cercano i sostituti per il patibolo, ma le parole del ministro non sono confortanti: "La causa dell'infezione continua a rimanere sconosciuta". Intanto, si stanno analizzando un altro tipo di cetrioli spagnolo e uno di provenienza olandese. L'European Centre of Disease Control and Prevention (Ecdc) conferma che la contrazione del batterio è avvenuta, in tutti i casi, sul suolo tedesco, anche per i malati stranieri. Si legge nel comunicato del centro: "Sulla base delle informazioni disponibili i casi sono limitati, o hanno una storia di esposizione, al nord della Germania. Le regioni colpite principalmente sono Schleswig-Holstein, Bassa Sassonia, Nord Reno-Westfalia e la città di Amburgo". L'unica ipotesi che rimane probabile al momento è che sia il cibo a veicolare l'epidemia, ma non vi sono riscontri sulla possibilità che i mezzi del batterio siano carne o latte. In Italia un nuovo sequestro di 9 quintali di cetrioli provenienti dalla Spagna, per consentire ulteriori controlli preventivi.

Nuovi aggiornamenti sul batterio letale
Il Ministro dell'Alimentazione, Agricoltura e Protezione dei Consumatori, Ilse Aigner, ha ammesso per la prima volta che la situazione ha raggiunto dimensioni europee ed è effettivamente preoccupante. Il ministro ha invitato la popolazione ad evitare cibi crudi, in particolare frutta e verdura non cucinata. Il batterio Escherichia Coli, infatti, nelle sue varietà nocive (è un batterio presente nel nostro organismo e utile allo svolgimento delle normali funzioni intestinali) si ritrova pricipalmente nei ruminanti che non contraggono alcuna malattia, ma lo trasmettono alla carne, al latte e a tutti i prodotti che hanno contatti con il suolo o con le acque contaminate dalle feci degli animali infetti, pregiudicando la sicurezza delle carni se non cotte, dei formaggi, del latte non pastorizzato, delle verdure crude e perfino dei succhi di frutta non pastorizzati.

La varietà più pericolosa viene denominata Stec (Vtec O104), un tipo di Escherichia Coli che produce la tossina Shiga, responsabile delle morti in Germania. La sua pericolosità è dovuta principalmente alla possibilità di trasmettere la malattia anche con basse concentrazioni di batteri e tempi di incubazione brevi, tra 3 e 8 giorni. Sono 200 i tipi di Escherichia Coli che producono questa tossina, di cui la metà può trasmettere malattie all'uomo come la Sindrome emolitico-uremica: forte anemia, riduzione del numero di piastrine nel sangue e insufficienza renale acuta. I sintomi che si manifestano inizialmente sono diarrea con fuoriuscita di sangue, febbre, vomito e forti dolori addominali. Solitamente la malattia si sviluppa nei bambini in tenerissima età, i casi sono pochi e non troppo aggressivi, di certo quasi mai mortali. Attualmente il problema è dovuto all'insorgenza della malattia negli adulti e una scarsa conoscenza dei ceppi del batterio coinvolti nell'epidemia.

L'associazione Altroconsumo ritiene che l'unica arma di difesa sia l'igiene, contro tutti i tipi di infezione alimentare. L'attenzione va riposta soprattutto nelle azioni quotidiane casalinghe, in quanto la contaminazione può avvenire molto babalmente in cucina. Quindi lavarsi le mani dopo l'utilizzo dei servizi igienici, pulire accuratamente frutta e verdura, evitare di lasciare i cibi a temperatura ambiente e fare attenzione alle condizioni del frigorifero, con pulizie periodiche regolari. Seguendo queste regole si può evitare la rinuncia di cibi tanto importanti per il nostro organismo proprio perchè non lavorati.
 

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