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Protesi mammarie: il ministro Balduzzi chiede di stilare un elecno dei portatori di Pip
Benessere - Articoli
Scritto da Angela Messina     Venerdì 30 Dicembre 2011 11:25    PDF Stampa E-mail
ministro della saluteDopo lo scandalo delle protesi mammarie provenienti dalla Francia, il Ministro della Salute Balduzzi ha firmato un'ordinanza al fine di individuare i portatori delle protesi mammarie denominate Pip impiantate nel nostro Paese.

Tutte le strutture ospedaliere dovranno redigere entro 15 giorni un elenco dei casi a partire dal 1° gennaio 2001: la lista resterà, a garanzia della privacy, nella disponibilità delle strutture, le quali però dovranno notificare alle Asl la data di ciascun intervento d'impianto.


dopo lo scandalo della Francia, il ministro Balduzzi ordina di controllare tutte le protesi PIP impiantate in Italia
Una volta stilata la lista, si potrà dunque sapere con esattezza quante protesi a rischio sono state impiantate in Italia e dove, premessa necessaria per poter valutare eventuali azioni successive, dopo che la Francia ha già consigliato nei giorni scorsi l'espianto cautelativo per circa 30mila donne.

Secondo le stime sarebbero circa 4.300 le donne con impianto Pip in Italia. In attesa di ulteriori sviluppi, cresce intanto la preoccupazione delle donne con impianti di protesi, che in centinaia in questi giorni stanno contattando medici e centri. Ad ogni modo, rileva il chirurgo plastico Marco Gasparotti che la rottura eventuale della protesi non comporta rischi di vita, ma è fondamentale sottoporsi ad un controllo preventivo attraverso ecografia mammaria e prestare attenzione a possibili mutamenti nella forma della protesi, primo campanello d'allarme.

Ad aumentare le polemiche è emersa la notizia che le autorità statunitensi avevano diffuso un allarme sulle protesi PIP già nel 2000, dieci anni prima del fallimento della società; l'avvocato di Mas, Yves Haddad, ha ammessso all'AFP l'utilizzo di un gel di silicone che non aveva ottenuto l'autorizzazione, ma ha aggiunto che non si tratta di un prodotto tossico.

La Procura di Marsiglia, sotto la cui giurisdizione ricade il laboratorio della PIP a Seyne-sur-Mer, ha ricevuto oltre 2.000 denunce di donne francesi e ha avviato un'inchiesta penale.
 

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