I frutti rossi aiutano la memoria delle donne
Benessere - Articoli
Scritto da Angela Messina     Lunedì 30 Aprile 2012 13:43 Stampa
memoriaI frutti rossi (fragole, mirtilli, lamponi), oltre che essere buoni fanno bene alla memoria delle donne, infatti, secondo uno studio pubblicato su Annals of Neurology, i frutti rossi hanno il potere di rallentare l'invecchiamento della materia grigia correlata all’età.

Per la prima volta una ricerca fa emergere in modo chiaro i dati di una relazione tra frutti di bosco e rallentamento cognitivo, ma i ricercatori hanno anche sottolineato il fatto che non soltanto le proprietà vegetali potrebbero essere la causa diretta di questo miglioramento cerebrale, poiché le donne che mostrano un più alto consumo di frutti rossi, sono anche quelle che conducono una vita più attiva e che hanno abitudini alimentari più sane.

i frutti rossi aiutano la memoria delle donne
Lo studio si è svolto per moltissimi anni e ha compreso un campione di 121.700 donne, di età compresa tra i 30 e i 55 anni, le quali, a partire dal lontano 1976 hanno dovuto completare una serie di questionari riguardanti il proprio stile di vita e la salute. Dal 1980 in poi, ogni quattro anni, le partecipanti allo studio sono state intervistate al fine di stabilire la frequenza dei pasti. Infine, durante il periodo di follow-up, tra il 1995 e il 2001, sono state reclutate più di 16mila donne con un’età media di 74 anni che sono state sottoposte a test per la memoria ogni due anni.

Lo studio conferma quanto riportato in altre ricerche, in particolare sulle fragole e sui frutti rossi, alimenti che per le loro proprietà antiossidanti risultano molto importanti nella dieta di tutti i giorni. La dottoressa Elizabeth Devore, coordinatrice della ricerca, nel presentare i dati alla stampa ha dichiarato l’importanza dello studio. Il riassunto di una prima prova epidemiologica, su un numero rilevante di soggetti campione, mostra come la memoria nelle persone anziane possa essere preservata attraverso un integrazione in alimentazione.

La scoperta potrebbe avere significative implicazioni nella gestione della salute pubblica.
 

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