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In aumento i batteri resistenti agli antibiotici, è allarme tra gli scienziati
Benessere - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Martedì 19 Novembre 2013 10:02    PDF Stampa E-mail
antibioticiIeri si è svolta la "Giornata Europea degli Antibiotici" e in questa occasione, l’Istituto Superiore di Sanità ha lanciato ancora l’allarme sull’aumento della resistenza agli antibiotici da parte di alcuni batteri.
 
Si parla in particolare di due batteri molto pericolosi: l’Escherichia Coli e la Klebsiella pneumonie che sono diventati, negli ultimi quattro anni, più difficili da combattere e sradicare. Gli antibiotici sono farmaci comuni che vengono prescritti quando è in corso un'infezione batterica, la loro scoperta e la loro utilizzazione ha cambiato radicalmente il concetto di intervento nelle patologie ad origine batterica ed ha salvato milioni di vite umane.
 
Pillole

Purtroppo oramai è sempre più presente e pericoloso il cattivo uso di questi farmaci, soprattutto quando vengono assunti per situazioni in cui non servono.

Ci sono delle regole che ci possono aiutare ad usare gli antibiotici correttamente ed evitare di incappare in un batterio resistente: la prima regola è che l’antibiotico si prende solo ed unicamente quando c’è un medico che vi ha visitato e che lo ha prescritto.
 
La seconda regola consiste nel sapere e ricordarsi che sono farmaci che combattono le infezioni provocate da batteri e che sono quindi inutili nelle patologie legate ai virus (come raffreddore o influenza).
 
La terza regola è che gli antibiotici non prevengono le malattie, o servono perché il vostro medico ha detto che c’è ne è bisogno oppure non servono.
 
La quarta regola è prendere l’antibiotico prescrittovi dal vostro medico, seguendo esattamente la posologia che lui vi ha prescritto, accade moltissime volte, ed è una delle cause della resistenza, che si prende l’antibiotico i primi tre giorni poi, visto che ci si sente meglio, lo si sospende commettendo un gravissimo errore.
 
Ultima regola, se pensate che per una qualunque ragione quell’antibiotico non vada bene per voi parlatene con il medico e non cambiatelo da soli.
 
Seguendo queste regole si eviterà di creare super batteri resistenti, come sta accadendo da anni e come accade per i due batteri citati prima che, da soli o in combinazione con altri con cui si “mescolano”, danno vita ad infezioni multi-resistenti. 
 
Questi diventano quasi impossibili da curare e impediscono una corretta guarigione. Negli ultimi anni, i due "superbatteri" sotto sorveglianza, l’Escherichia e la Klebsiella, hanno sempre maggiore capacità di resistere ai medicinali e sono responsabili di infezioni urinarie, sepsi ed altre infezioni ospedaliere (che si prendono in ospedale).
 
Per queste patologie c’è un aumento delle percentuali di resistenza, anche alle cefalosporine di terza generazione, o ai fluorochinoloni ed agli aminoglicosidi, che causano infezioni difficili da trattare.
 
In Europa annualmente si registrano circa quattrocentomila infezioni e ben venticinquemila decessi causati dal lievitare dei batteri resistenti ai farmaci antibiotici. 
 
L’Italia è tra i maggiori consumatori di antibiotici in Europa dopo la Grecia e si calcola che un antibiotico su 5 sia usato in modo inappropriato. 
 
I batteri sono sottoposti ad un vero e proprio bombardamento di antibiotici imputabile a una concomitanza di tre fattori: il loro largo uso da parte della classe medica, la scorretta autoprescrizione da parte dei pazienti, l’uso massiccio che se ne fa in ambito veterinario. 
 
I batteri più pericolosi appartengo alla classe dei Gram Positivi, di cui fanno parte gli stafilococchi, ma sono in crescita anche i Gram negativi come la Klebsiella e l’Escherichia coli. 
 
Per superare l’emergenza la Commissione europea sta intensificando la lotta contro la resistenza antimicrobica mediante il finanziamento di 15 nuovi progetti di ricerca e l’adozione di norme armonizzate in materia di raccolta di dati sulla resistenza antimicrobica connessa agli animali e agli alimenti.
 
La soluzione, per i medici, è di non maltrattare troppo il nostro corpo con l’autoprescrizione di antibiotici che alla fine danneggiano il nostro sistema immunitario se presi in maniera sbagliata.
 
 

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