Svelato il gene dei deficit visivi che causano la dislessia
Benessere - Articoli
Scritto da Letizia Perugia  
Mercoledì 08 Ottobre 2014 11:09
dna logoTutta italiana è la scoperta scientifica che potrà permettere di identificare i bambini predisposti alla dislessia prima ancora che imparino a leggere, si potranno inoltre ipotizzare anche possibili misure di prevenzione.

Il team di scienziati è formato da membri dell'Università di Padova, Irccs Medea di Bosisio Parini (Lecco), Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e dell'Università Milano-Bicocca, insieme a colleghi dell'Université Laval del Québec in Canada.

Mamma e bambina leggono


Questo gruppo ha identificato per la prima volta una specifica mutazione genetica che è legata al disturbo visivo che causa la dislessia. Una variazione "spia" del rischio, la ricerca e i relativi risultati sono stati pubblicati su "Cerebral Cortex".

I ricercatore spiegano che è noto come la dislessia sia spesso associata a un deficit nell'elaborazione del sistema magnocellulare-dorsale (M-D), la via visiva specializzata nell'analisi delle relazioni spaziali e del movimento (anche di quello illusorio).

In questo nuovo studio, gli autori hanno dimostrato che la percezione del movimento illusorio, elaborata dalla via M-D, sarebbe danneggiata nei bambini con dislessia evolutiva, escludendo anche che questo deficit visivo sia il semplice effetto della minore abilità di lettura associata alla dislessia.

Inoltre, per la prima volta, sono stati identificati anche i correlati genetici che possono portare a un deficit specifico della via M-D: è stato osservato come l'assenza dell'introne 2 del gene DCDC2, già nota per essere un fattore di rischio generico di dislessia, abbia un effetto sulla via M-D.

Questa variante genetica non ha influenza sull'altra via visiva principale (parvocellulare-ventrale) che non è normalmente danneggiata nelle persone dislessiche.

I ricercatori hanno infine dimostrato che anche adulti non dislessici, portatori della variante genetica individuata, soffrono di un deficit nella percezione del movimento illusorio.

Gli esperti hanno spiegato che questi risultati mostrano il primo dato sulle basi genetiche del movimento illusorio e anche il primo dato sulle basi genetiche di un deficit visivo nella dislessia.

Nel movimento illusorio l'oggetto percepito in movimento è in realtà statico, come sottolinea Simone Gori, uno degli autori, ciò è dovuto sia al modo di operare del nostro sistema visivo che ad alcune caratteristiche dell'immagine.

I bambini con dislessia e delezione hanno la necessità di ancora più contrasto per vedere il movimento illusorio, sia rispetto a dislessici senza delezione che in confronto a bambini a sviluppo tipico.

Per i ricercatori la ricerca sarà utile per aprire nuove prospettive in più direzioni: si potrà individuare quali bambini siano a rischio per la dislessia ben prima che inizino a leggere, e la possibilità di allenare la via M-D dove deficitaria prima delle scuole elementari, per diminuire l'incidenza della dislessia.

 

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