Lo stress riduce l'empatia verso gli altri e rende antipatici
Benessere - Articoli
Scritto da Letizia Perugia  
Lunedì 19 Gennaio 2015 08:55
stress.gifUno studio della McGill University di Montereal (Canada), pubblicato sulla rivista “Current Biology”, ha scoperto che lo stress causa una mancata empatia verso gli altri: la capacità di esprimere empatia, di condividere e provare le emozioni di un altro è limitata fortemente dallo stress.
 
Grandi e anche bambini, purtroppo, vivono in una condizione di perenne ansia, che non fa bene alla salute, ma non fa bene neppure ai rapporti interpersonali e contribuisce ad allontanare le persone.
 
Stress

In una serie di test indipendenti, condotti su topi e su persone, l'empatia verso gli estranei è aumentata quando un farmaco ha bloccato gli ormoni dello stress.
 
Sorprende che l'empatia sembri funzionare esattamente allo stesso modo nei topi e nelle persone, ha dichiarato il professor Jeoffrey Mogil, che ha guidato la ricerca, ha aggiunto anche che o i topi sono più complicati di quanto si pensi o le interazioni sociali umane sono più semplici di quanto si creda.
 
Nelle parole “simpatico” e “antipatico” rientra fin troppo chiaramente la parola “empatia” che è quel moto che ci spinge verso gli altri, ci aiuta a metterci nei loro panni e a cercare di capirli, aiutarli e consolarli. 
 
Questa è alla base del rapporto umano, sebbene al giorno d'oggi la diffidenza e lo stress la stiano facendo quasi del tutto scomparire.
 
Studi sempre più scoraggianti ci dimostrano che la maggior parte dei giovani, oggi, non è “empatico”, pensa solo a se stesso e non si mette più nei panni degli altri, non prova trasporto, rimorso o altre emozioni che possano aiutare a capire il prossimo. 
 
Precedenti studi hanno dimostrato che la capacità di sentire o di condividere il dolore di qualcun altro, non è qualcosa che hanno solo gli esseri umani. 
 
La presenza di persone che non si conoscono contribuisce ad aumentare il livello di stress negli esseri umani: secondo la ricerca lo stress bloccherebbe la capacità di lasciarsi contagiare emotivamente dal dolore, che è il presupposto per provare empatia nei confronti degli altri.
 
Anche un'esperienza condivisa, pur così superficiale come giocare insieme ad un videogioco, può spingere le persone dall'estraneità all'amicizia e generare livelli significativi di empatia.
 
 

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