Orticaria: ne sono afflitte soprattutto le donne
Benessere - Articoli
Scritto da Letizia Perugia  
Lunedì 05 Ottobre 2015 14:52
donna saluteL’orticaria è troppo spesso sottovalutata, a fronte di un forte impatto sulla quotidianità di chi ne soffre: è emerso dalla seconda edizione della seconda Giornata Mondiale dell’Orticaria, iniziativa promossa in Italia da FederAsma e Allergie Onlus, che ha permesso di tracciare il profilo del tipico paziente affetto da questo disturbo: donna, età media 47 anni, vive al Nord ed è alle prese con il problema, cronico, da ormai 7 anni.
 
Il progetto “Convivere con l’orticaria cronica”, realizzato dalla Fondazione ISTUD, ha svelato che il 45% dei pazienti con orticaria cronica vive al Nord, il 28% al Centro e il 24% al Sud, nel 71% dei casi si tratta di donne, e il 95% ha a che fare, più in particolare, con l’orticaria cronica spontanea (Csu). 
 
Orticaria

Questa è una forma di orticaria imprevedibile e debilitante caratterizzata da prurito cronico e pomfi, lo ha spiegato Paolo Pigatto, esperto di dermatologia dell’Università degli Studi di Milano e dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi.
 
Presenta anche una insorgenza spontanea ed una durata di oltre sei settimane, può essere associata a gonfiore degli strati più profondi della pelle: in questo caso si parla di angioedema. 
 
Nella maggior parte dei casi la Csu ha una durata da 1 a 5 anni, ma può anche protrarsi per decenni, le donne hanno il doppio di probabilità, rispetto agli uomini, di sviluppare la malattia. 
 
I sintomi sono imprevedibili e la ricerca delle cause sottostanti la Csu indica il ruolo del sistema immunitario, con possibili fattori aggravanti quali stress, stanchezza e presenza di infezioni.
 
Purtroppo la diagnosi è problematica: l’83% dei pazienti giudica il percorso di cura insoddisfacente, c'è la difficoltà a giungere a una diagnosi definitiva, che nel 75% dei casi arriva solo dopo essersi consultati con almeno 3 medici, ma che per un 10% di pazienti è un obiettivo raggiunto solo dopo essere stati visitati da più di 10 esperti. 
 
Come se non bastasse nel 76% dei casi il rapporto con il medico è stato percepito negativamente. Esiste poi insoddisfazione anche nelle terapie, i pazienti paiono insoddisfatti anche dei percorsi terapeutici. 
 
Il risultato è la necessità di convivere non solo con la malattia, ma anche con stress, fatica, rabbia, vergogna e solitudine. Solo nel 17% dei casi, infatti, si trova sostegno nel proprio nucleo familiare.
 
Per questo FederAsma e Allergie Onlus riporta l’attenzione sugli indizi che permettono di riconoscere il problema: il prurito è il sintomo principale, ma chi soffre di questa patologia può manifestare anche disturbi del sonno, stanchezza, perdita di energia e rischia spesso di chiudersi in se stesso dell’orticaria, ha spiegato Massimo Alfieri, presidente dell’associazione. 
 
Per tenere traccia dei disturbi associati all’orticaria cronica spontanea è anche possibile fare affidamento sull’App Orticaria, che registra l’intensità del prurito ed il numero di pomfi, la presenza di angioedema e l’impatto della Csu sulla qualità di vita. 
 
Oltre a monitorare nel tempo l’andamento della CSU e a registrare l’impatto sulla qualità di vita, consente di scattare foto, inserire note e impostare dei promemoria. 
 
Gli esperti consigliano di ottenere una diagnosi tempestiva, rivolgendosi ad uno specialista: l’allergologo o il dermatologo sono le figure professionali in grado di identificare la malattia, valutandone l’entità e consigliando la terapia più adeguata nel più breve tempo possibile.
 
Un nuovo trattamento è ora a disposizione dei pazienti: omalizumab, una terapia mirata, che legandosi alle immunoglobuline E (IgE) è in grado di ridurre le reazioni cutanee indotte da istamina e di migliorare in modo significativo prurito, pomfi e qualità della vita nei pazienti affetti da orticaria cronica spontanea. 
 
Sul sito federazione, ci sono moltre le informazioni utili sulla gestione di questa patologia che ha un forte impatto sulla vita quotidiana di coloro che ne sono colpiti. 
 
 

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