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Telefoni e Smartphone sono nemici del sonno di adulti e bambini
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Scritto da Tatta Bis     Martedì 17 Novembre 2015 16:30    PDF Stampa E-mail
Tablet LogoTelefoni cellulari, smartphone, tablet, e-reader e dispositivi elettronici possono distrurbare il sonno e dovrebbero essere impostati ad una modalità “letto”, secondo un esperto del sonno dei bambini.
 
I dispositivi come iPhone, iPad e Kindle emettono una luce blu e questa rende il nostro sonno più agitato e leggero, secondo un nuovo studio. L’equipe di studiosi guidata dal dottor Paul Gringras del Dipartimento di Medicina del sonno dei bambini, presso Evelina, Londra, ha constatato che i produttori di dispositivi elettronici hanno iniziato a creare schermi più grandi, luminosi e soprattutto di tonalità blu, nello sforzo di aumentare l’efficienza degli apparecchi durante il giorno. 
 
telefoni cellulari

La luce, in particolare quella con più breve lunghezza d'onda (chiamata luce blu), potrebbe causare problemi di sonno perchè sopprime il rilascio di melatonina, una sostanza chimica nel nostro corpo che ci aiuta ad addormentarci. 
 
Lo sostiene Clete Kushida, professore di psichiatria e scienze comportamentali alla Stanford University Medical Center, e presidente della World Sleep Federation (Federazione Mondiale del sonno), intervistato nel 2014 dal Wall Street Journal (leggi sotto) e poi da Paul Gringras dell'Evelina Children's Hospital di Londra e il suo team.
 
Lo studio, segnalato per la prima volta dalla BBC, ha messo in evidenza che questo tipo di luce è colpevole di indurre un maggior numero di interruzioni de sonno, è un killer spietato della melatonina, un ormone che ci aiuta a dormire ogni notte, la luce incrementa anche il nostro stato di “guardia”.
 
Utilizzare lo smartphone prima di coricarsi rischia inoltre di influenzare le nostre prestazioni durante il giorno, perché l’esposizione alla luce blu cambia i ritmi naturali del nostro corpo.
 
La lettura di un libro stampato in carta tradizionale, alla luce della vostra lampada da comodino non influenza invece il sonno, perché le lampadine emettono una luce giallo-rosso. 
 
Facendo un confronto, lo stesso libro letto in formato elettronico emanerà un segnale di luce molto diverso con effetti negativi sul corpo e la mente, hanno spiegato i ricercatori.
 
La tonalità blu di solito è associata alla calma e al riposo, ma nel caso dei dispositivi elettronici è l’esatto contrario, e questo ha causato qualche difetto nella produzione dei moderni smartphone, progettati per essere tutti a luce blu.
 
Sia gli adulti che i bambini possono evitare questi effetti negativi, mantenendo i propri dispositivi digitali al di fuori della camera da letto. 
 
Per chi possiede dispositivi Android, applicazioni come F.lux possono regolare il colore dello schermo del computer in base alla sua posizione o l’ora della giornata.
 
Purtroppo però gli unici a poter regolare l’illuminazione dello schermo sono i produttori dei telefoni. 
 
Tutti i dispositivi hardware dovrebbero avere una modalità “letto automatica”, che muta le emissioni di luce blu e verde verso tonalità come giallo e rosso, e che riduca la retroilluminazione dello schermo.
 
Come accade per le modalità “aereo” o “riunione”, in cui vengono ridotte onde sonore e avvisi acustici, l'ipotetica modalità letto dovrebbe fare in modo che, una volta impostata, il telefono vada a limitare gli spettri luminosi emessi, agendo su quelle frequenze corte di tipo blu che influiscono sulla produzione di melatonina e sulla nostra conseguente capacità di condurre un ciclo di sonno pieno e riposante.
 
Secondo Gringras, autore di due studi in materia, le tonalità luminose di smartphone e tablet sono concepite per il loro funzionamento diurno e il vasto spettro di colori che risulta utilissimo in presenza di altre fonti luminosi, si trasformerebbe invece in un'arma a doppio taglio durante le ore notturne, andando ad affaticare la vista e lo sguardo e interferendo così in modo diretto con la nostra capacità di addormentarci.
 
Il consiglio è quello di rifuggire il più possibile dalle luci blu durante le ore notturne, dato che il loro effetto risulta palese ed evidente anche senza la dettagliata spiegazione di medici e ricercatori.
 
 

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