Creata un'app per prevenire i disturbi alimentari
Benessere - Articoli
Scritto da Letizia Perugia  
Venerdì 18 Novembre 2016 11:49
anorexiaSchiaccia DCA,  uno strumento che serve ad aiutare le persone con disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia), l’app funge da canale tra le vittime di questi disturbi, spesso giovani, e medici specialisti in grado di fornire info e supporto tramite dispositivi mobili. 
 
L’applicazione permette di mettersi direttamente in contatto con esperti per se stessi o per una persona cara e di intraprendere un percorso terapeutico a 360 gradi, la schermata principale è divisa in tre sezioni, ci si può sottoporre a un test di autovalutazione, calcolare il proprio BMI e consultare approfondimenti in materia. 
 
La sezione centrale permette di agire con un diario privato, che l’utente potrà eventualmente condividere in sicurezza con un esperto, chiedere aiuto a uno specialista e consultare la bacheca, mentre la sezione in basso è dedicata a coloro che vogliono aiutare una persona cara, ottenere informazioni sul Centro DCA e relativi contatti. 
 
Schiaccia DCA è disponibile per Android gratuitamente senza acquisti in-app e richiede le autorizzazioni per l’accesso a foto, elementi multimediali e file. 
 
Questa è la prima applicazione sviluppata a supporto della lotta contro i disturbi dell’alimentazione, di cui soffre in Italia il 3,3% della popolazione, per l’80% donne e nel 50% dei casi ragazze tra i 12 e i 15 anni. 
 
Un fenomeno che interessa sempre di più anche i più piccoli, dagli 8 ai 12 anni ed è in continua crescita secondo gli esperti, l’anoressia nervosa, che si manifesta con una magrezza esagerata, è sempre associata ad una visione distorta del proprio corpo e da pensieri ossessivi sul peso e sulle calorie ingerite. 
 
Sembra che chi ne soffre, oltre a non riconoscersi più alla vista, non si riconosca più nemmeno al tatto, la patologia, che secondo recenti studi potrebbe avere origini genetiche, secondo uno studio dell’Università di Seul si potrebbe sconfiggere grazie all’ossitocina, l’ormone dell’amore, mentre un’altra ricerca punta sulla stimolazione magnetica per superare il problema.
 
La persona anoressica o bulimica si imbarazza a parlarne e la stessa cosa accade per i genitori, con il risultato che non sanno come farsi aiutare, on questa app si stempera questo sentimento, l'app è disponiboilr per Apple che per Android, online dal 14 novembre.
 
L’applicazione ha anche un’altra importante funzione, aiuta a non idealizzare il disturbo, purtroppo oggi su Internet ci sono migliaia di siti che parlano di anoressia e bulimia, ma nella maggior parte dei casi lo fanno in modo sbagliando, mitizzando questa malattia. 
 
Il rischio è che si parli del disturbo come un qualcosa di speciale e che questo renda al paziente ancora più complicato liberarsene.
 
La app è stata lanciata per arrivare a persone difficilmente raggiungibili: essendo uno strumento digitale affascina i Millennials, cioè i ragazzi tra i 15 e i 35 anni, che hanno una maggiore sensibilità per il mondo virtuale, come ha spiegato Simone Raineri, coordinatore del centro Dca che ha seguito il progetto. 
 
Purtroppo si è riscontrato che i medici sono poco coinvolti nella fase iniziale della malattia: le famiglie, nonostante gli sforzi, hanno difficoltà a parlare con i dottori anche perché i figli sono estremamente chiusi e non riconoscono di avere un problema. 
 
Se non si interviene per tempo non si riesce a evitare danni fisici, clinici e sociali, causati da questo tipo di patologia che interessa tutte le aree della vita di una persona. 
 
L’app è dedicata anche ai genitori e ai familiari di chi soffre di disturbi alimentari, molto spesso sono proprio loro i primi ad accorgersene ma nella maggior parte dei casi non riescono ad aiutare i loro cari in alcun modo.
 
L’accesso all’app avviene in tre fasi e in modo del tutto anonimo: dopo le informazioni relative al peso, all’attività fisica e al tipo di alimentazione seguita, viene chiesto di redigere un diario e si può scegliere di inviarlo all’educatore. 
 
Lo step finale consiste nel colloquio con un educatore del centro specializzato in disturbi alimentari che lo indirizzerà verso il centro più vicino a dove vive.
 
 

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