Dopo il parere positivo del CSS sulla pillola dei 5 giorni dopo, iniziano le polemiche
Concepimento - Metodi Naturali
Scritto da Angela Messina     Giovedì 16 Giugno 2011 15:47 Stampa
pillola Il Consiglio Superiore di Sanità (CSS) ha dato parere positivo all'introduzione in Italia della cosiddetta pillola dei cinque giorni dopo, in accordo con quanto avevano decretato l’Agenzia europea del farmaco (EMA) nel marzo 2009 e la Food and Drug Administration (FDA) statunitense a giugno 2010. Il farmaco è a base di un antiprogestinico, l'ulipristal, che inibisce o ritarda l’ovulazione impedendo quindi, nei 5 giorni dopo un rapporto a rischio, che i gameti si incontrino e che avvenga la fecondazione.

Quindi tra qualche tempo in Italia potrebbe essere commercializzata la pillola dei cinque giorni dopo, anche se manca ancora il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, aveva chiesto un parere al Css sulla compatibilità del farmaco con la legge 194 vigente in Italia sull’aborto: ebbene, la pillola, che va presa entro cinque giorni da un rapporto sessuale non protetto per evitare una gravidanza indesiderata, non è un abortivo, ha risposto l’organo consultivo, ma un contraccettivo d’emergenza.

dopo il parere positivo del Css a breve la pillola dei 5 giorni dopo potrebbe essere in commercio anche in Italia
Negli Stati Uniti il farmaco è già in vendita da quasi un anno e lo è da ancor prima in numerosi Paesi Europei, dopo le rispettive autorizzazioni seguite a trial clinici della FDA (Food and Drug Administration) e dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA). Il principio attivo di EllaOne (questo il nome commerciale) è l’ ulipristal acetato, e funziona esattamente come la pillola del giorno dopo: l’unica differenza è che questo medicinale può essere assunto entro le 120 ore dopo il rapporto sessuale a rischio, contro le 72 ore dell’altro già in vendita. Non è abortivo, perché non agisce sull’ovulo fecondato (che non rischia dunque nulla nell’eventualità ci fosse), ma solo sulla possibile fecondazione. A L’unica differenza è che è embriotossico, da qui il vincolo indicato dal Ministero della Salute dopo il parere positivo del CSS: previo test di gravidanza. Ora l’ultima parola spetta all’Aifa.

Ovviamente, dopo il via libera arrivano le prime reazioni. Per il Presidente dell’Associazione Vita di Donna, Elisabetta Canitano, questa è una buona notizia in quanto questo farmaco, già in commercio all'estero come contraccettivo di emergenza, aiuta le donne a essere le vere padrone della propria vita e delle proprie scelte. Sulla stessa lunghezza d’onda, il ginecologo Silvio Viale, il quale spera anche che al più presto venga meno l'obbligo di ricetta per la contraccezione di emergenza come negli altri stati europei e negli Usa.

Di parere opposto il presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita, Monsignor Elio Sgreccia, che vede la pillola, come un aborto di raffinata malizia e che si augura che questa deliberazione venga respinta al governo.
 

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