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Child healt now: primo Rapporto Mondiale sulla Salute Materno Infantile
Gravidanza - Articoli
Scritto da Giulia Gori     Mercoledì 25 Maggio 2011 16:00    PDF Stampa E-mail
mortalità infantileIn parallelo al lancio della nuova campagna “Child Health Now:la salute è dei bambini. Non lavartene le mani!”, World Vision Italia presenta il primo Rapporto Mondiale sulla Salute Materno Infantile che ci fornisce un quadro completo ed aggiornato, sulla situazione, gli sviluppi futuri e le possibili soluzioni per affrontare il dramma della mortalità infantile nei Paesi in via di sviluppo.

Ogni anno 9 milioni di bambini perdono la vita nei Paesi in via di sviluppo per cause assolutamente prevenibili. Da questo dato veramente drammatico parte il primo Rapporto Mondiale sulla Salute Materno Infantile. Di questi circa 3 milioni muoiono prima di compiere un mese di vita; 6 milioni muoiono prima di compiere 1 anno e 9 milioni prima di compiere 5 anni. Si tratta – secondo World Vision – oltre che di una “tragedia silenziosa” che si consuma annualmente nel Mondo davanti agli occhi dei Paesi occidentali, della più grave violazione dei diritti dell’infanzia mai perpetrata nell’epoca moderna. Questa perdita di vite umane è doppiamente scandalosa se si pensa che esiste un modo per fermare questo “genocidio” basato su azioni efficaci, già ampiamente sperimentate, e a costi assolutamente sostenibili.


Mortalità infantile
Quattro, le cause principali che portano al decesso del 45% dei bambini nei Paesi in via di sviluppo: complicazioni ed infezioni neonatali, polmonite, disidratazione e malaria. Tutte queste cause sono in gran parte evitabili – quasi nessun bambino ne muore nei Paesi più ricchi – e circa due terzi di questi bambini si potrebbero salvare con semplici interventi, come una migliore nutrizione o la presenza di operatori sanitari qualificati al momento della nascita.

Secondo le stime di World Vision, l’epicentro dell’emergenza si trova nell’Africa sub sahariana e nell’Asia meridionale, e circa il 50% di tutti i decessi infantili sono concentrati in 5 Paesi: India, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Pakistan ed Etiopia. Senza programmi sanitari - concertati con i Governi locali e durevoli nel tempo - in questi territori esisteranno ben poche possibilità di raggiungere l’Obiettivo 4 del Millennio ovvero la riduzione di 2 terzi del tasso di mortalità infantile entro il 2015. Le cause di questa tragedia mutano da Paese a Paese e, quindi, per arrivare ad una soluzione, sono necessarie risposte specifiche e diversificate a seconda delle emergenze da affrontare.

Se è vero però che le esigenze delle varie politiche sanitarie devono variare in base al contesto locale, è pur vero che 3 settori chiave necessitano di una particolare attenzione:

•    Nutrizione
Aumento dell’allattamento esclusivo al seno, alimentazione complementare del bambino, vitamine ed integratori minerali: queste misure possono diminuire del 35% le morti infantili causate da malnutrizione.

•    Mortalità materna
Una migliore nutrizione della madre durante la gravidanza e l’allattamento, un accesso facilitato ai Programmi di Pianificazione Familiare (in particolare per il distanziamento delle nascite), la presenza di personale qualificato al momento del parto, l’assistenza completa degli operatori nelle fasi pre e post-natali del bambino potrebbero prevenire la maggioranza di quel 40% di morti infantili causate da complicazioni ed infezioni neonatali.
•    Prevenzione e cura delle infezioni dell’infanzia
L’educazione all’igiene, la promozione di servizi sanitari sicuri, il lavaggio delle mani con il sapone, assieme ad una migliore nutrizione e alla somministrazione di antibiotici, potrebbero prevenire oltre 85% dei decessi tra quel milione e mezzo di bambini che ogni anno perdono la vita a causa di una semplice diarrea. Anche le morti per malaria (oltre 700 mila all’anno) potrebbero essere diminuite in maniera sostanziale fornendo all’80% della popolazione zanzariere da letto trattate con insetticida, spray contro le punture di zanzara e terapie combinate per mamme e bambini a base di Artemisina.

Quel che è sicuro è che dove i Governi hanno dato la priorità alla salute infantile, i risultati non hanno tardato ad arrivare. In Liberia, ad esempio,  il Presidente Sirleaf ha utilizzato la riduzione della spesa militare per triplicare le spese sanitarie, eliminare le parcelle pagate dai malati e combattere la malaria: in soli 5 anni in questo Paese la mortalità infantile si è quasi dimezzata.

L’erogazione di risorse finanziarie adeguate resta, infatti, la condizione imprescindibile per fornire una reale assistenza medica ai bambini e alle loro famiglie.
Questo aspetto non viene ancora tenuto nella giusta considerazione tanto che 18 dei 30 Paesi ad alta mortalità infantile spendono meno del 10% del proprio bilancio pubblico per la salute.

Ma per cambiare veramente questo stato di cose  - permettendo così a tutti i Paesi in via di sviluppo di realizzare gli OSM relativi alla salute - anche i Paesi più ricchi dovrebbero far si che le risorse allocate passino dai 16 miliardi di dollari annui a 42,5 miliardi, una cifra che equivale a soli 5 giorni di spesa sanitaria negli Stati Uniti. Inoltre, qualsiasi incremento delle risorse finanziarie per la sanità deve essere accompagnato da una revisione drastica del modo in cui questi aiuti vengono spesi: troppo spesso infatti le risorse stanziate sono inefficaci e poco ponderate. Un esempio ne è il fatto che i 30 Paesi dove si verificano i quattro quinti delle morti infantili mondiali ricevono meno della metà degli aiuti per la salute.

Ma non basta incrementare la spesa sanitaria.

Fondamentale, nei Paesi in via di sviluppo, è anche  sensibilizzare ed informare i cittadini riguardo basilari norme igieniche – del tutto scontate dai noi in Occidente – ma che spesso in questi Paesi non rappresentano ancora una consuetudine rispettata dalle famiglie. Il primo livello di assistenza sanitaria per i bambini dovrebbe avvenire infatti all’interno delle famiglie e nelle comunità locali; ma attualmente i Governi locali danno ancora troppa poca importanza a misure poco costose e facilmente realizzabili come quelle praticabili nell’ambito del nucleo familiare o della comunità: lavarsi le mani, allattare al seno, riconoscere in tempo i sintomi della polmonite, sono tutti aspetti fondamentali per salvare la vita di migliaia di bambini, aspetti che quasi sempre vengono però disattesi dalle comunità non conoscendone l’importanza e i reali benefici in termini di salute.
Nel suo Rapporto sulla Salute Materno Infantile World Vision ha stimato che tutta questa serie di misure a livello familiare e locale potrebbero, da sole, prevenire ogni anno la morte di 2 milioni e mezzo di bambini. Da ciò si evince quanto importante sia anche l’informazione medica di base in questi Paesi.

Fonte: World Vision
 

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