Bimba nasce cieca e disabile, il ginecologo fece un parto sbagliato
Gravidanza - Articoli
Scritto da leoncina     Venerdì 18 Maggio 2012 09:00 Stampa
ambulanzaIl ginecologo aspetta troppo tempo per eseguire il taglio cesareo provocando alla nascitura una asfissia cerebrale grave che l'ha resa per sempre invalida. Sotto accusa per grave errore medico, il ginecologo che quel giorno dell'ottobre 2002 aveva assistito la madre della piccola durante il travaglio.

L'Usl 7 di Conegliano ha risarcito i famigliari della piccola con un milione e mezzo di euro, dopo una causa civile che si è protratta per oltre cinque anni. Il parto  si prospettava sereno alla donna, dopo una gravidanza tranquilla e senza problemi.

bimba cieca e disabile, il ginecologo fece un parto sbagliato
Il travaglio si è improvvisamente complicato e il medico, invece che ricorrere tempestivamente al taglio cesareo, aveva preferito protrarre i tentativi per far nascere la piccola per via vaginale, senza rendersi conto che il feto stava presentando una sofferenza fetale acuta a causa della grave asfissia provocata dal mancato afflusso di sangue al cervello. Alla fine il medico aveva allertato la sala e, lui stesso, in pochi minuti aveva eseguito il cesareo. La nascitura però, ha subito un danno cerebrale irreversibile che le ha provocato la totale inabilità. La piccola è infatti tetraplegica e cieca, e ha bisogno di assistenza 24 ore su 24.

Da parte dell'ostetrico vi fu un ritardo di attivazione della sala operatoria, un ritardo che, secondo i genitori della piccola e dei suoi legali Giacomo Caldart e Stefano Arrigo, va imputato ad errore del ginecologo che seguì il parto. L'avvocato Caldart commenta che "non c'è somma che possa adeguatamente risarcire danni di questa portata e di questo genere. La piccola, che oggi ha quasi dieci anni, viene amorevolmente accudita dalla mamma e dal papà, ha frequentato la scuola di infanzia, risponde con il sorriso a qualsiasi stimolazione uditiva e sonora. E' una bella bambina, affettuosa e dolce. Ma non potrà mai parlare, giocare, studiare e vivere come gli altri suoi coetanei".
 

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