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Depressione post-partum: nasce il progetto ''Rebecca Blues''
Gravidanza - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Lunedì 13 Ottobre 2014 14:31    PDF Stampa E-mail
babyblues picLa Depressione pre e post partum è un fenomeno complesso, forse ancora poco conosciuto o troppo sottovalutato, eppure le stime confermano che le neomamme depresse in Italia sono ben 1 su 7.
 
Le nevrosi, i cambi d’umore o peggio ancora atti violenti nei confronti del proprio neonato sono da collegare anche ai numerosi fatti di infanticidio e questo conferma purtroppo un mancato dialogo tra neomamme e specialisti.
 
Depressione post-partum

Da questi presupposti parte il convegno “Depressione Pre e Post Partum: il progetto Rebecca Blues”, organizzato nelle giornate 13 e 14 ottobre a Roma da Strade Onlus e Rebecca Fondazione. 
 
Sarà un evento di notevole importanza che nasce per sensibilizzare tecnici e non addetti ai lavori al tema della depressione pre e post gravidanza e delle sue problematiche.
 
Verranno presentati dei dati al convegno che offrono un quadro più ampio e dettagliato per cercare di comprendere il fenomeno: da un lato, i casi che hanno un epilogo tragico sono fortunatamente molto rari, ma in Italia il numero di donne che soffre di depressione post partum è di 80.000 donne all’anno. 
 
Con un’aggravante: solo una donna depressa su 4 è in grado di chiedere aiuto, ogni anno 60.000 neomamme, che soffrono di depressione, affrontano da sole la malattia, spesso senza trovare neanche nel proprio partner un aiuto e un sostegno.
 
I danni sui bambini (anche se non si verificano delle violenze) sono descritti da una vasta letteratura scientifica: i figli di madri depresse hanno un quoziente intellettivo più basso (fino a 5 punti in meno) con una predisposizione a sviluppare comportamenti violenti e malattie in età adulta.
 
Antonio Picano, dirigente psichiatra e presidente di Strade Onlus, spiega che, se bastasse dire alle mamme di non vergognarsi e di chiedere aiuto, il problema sarebbe già risolto.
 
La vergogna della propria condizione di depressione blocca questa possibilità, per questo hanno pensato a un nuovo modello, che andasse oltre le esperienze fallimentari che sono state messe in campo nel mondo, a cominciare dall'intervento domiciliare che ha costi proibitivi ed è invasivo per le donne.
 
Nasce il progetto ''Rebecca Blues'', per sviluppare un dialogo tra pazienti e specialisti, un percorso che punta sulla formazione e sul riconoscimento precoce della malattia, attraverso un innovativo social network (disponibile gratuitamente nei prossimi giorni su App Store) per rafforzare il rapporto medico-paziente e attraverso il quale formare le mamme, le famiglie e i professionisti.
 
Il progetto nasce per dare supporto alle mamme offrendo un programma di trattamento completo: una valutazione dello stato emotivo personale (grazie a degli appositi test che si possono auto-somministrare), interventi di psicoterapia individuali e di gruppo, caunseling, trattamenti farmacologici e un aiuto a casa nel primo periodo dopo il parto.
 
Il progetto ''Rebecca Blues'' è un sistema di comunicazione di massa a basso costo e gratuito per gli utenti, agevolato dalle funzionalità del web 2.0, per far luce su un fenomeno medico e sociale ancora nascosto e poco pubblicizzato. 
 
Lo stesso servizio sanitario nazionale non prevede un'assistenza specifica per le mamme depresse: negli altri Paesi europei esistono dei centri di accoglienza e trattamento madre-bambino, in Italia la donna è costretta a seguire il percorso di cura in situazione di promiscuità con gli altri malati mentali gravi.
 
L’evento si svolgerà a Roma e avrà lo scopo di focalizzare l’attenzione di madri, partorienti e famiglie sulla sindrome della depressione post partum. 
 
Darà vita ad un servizio di ascolto costante delle donne gravide e non attraverso volontari e psicoterapeuti.
 
La depressione post partum è una particolare condizione mentale in cui si trova circa una donna su sette dopo aver messo al mondo il bebè.  
 
Alcune neo mamme vanno incontro a squilibri ormonali che ne determinano l’instabilità psichica temporanea e ciò può influire sulla qualità della vita della madre, del bambino e dell’intera famiglia. 
 
La patologia si manifesta dopo il parto, ma ha origini più profonde.
 
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in un videomessaggio inviato al convegno sulla depressione post partum ha dichiarato che i genitori devono essere consapevoli di questa evenienza, ma soprattutto le mamme non possono essere lasciate completamente sole all'indomani della gravidanza. 
 
Ha ancora detto che è estremamente importante sia dal punto di vista sanitario, sia dal punto di vista culturale, purtroppo, e troppo spesso, la depressione post partum viene stigmatizzata da un punto di vista sociale, non compresa, e soprattutto non vengono informati nel modo adeguato i genitori, le coppie e le giovani mamme. 
 
Le donne non devono vergognarsi nel caso in cui si trovino ad affrontare questa grande fase di cambiamento e si sentano fragili in questo contesto, bisogna parlarne e riuscire anche a condividere un momento che è bellissimo, ma che presenta tante novità che ovviamente possono mettere in crisi in modo inusuale anche chi pensa che il proprio percorso sia molto più semplice e naturale. 
 
La prima cura di questa psicosi, dicono gli esperti, è nella prevenzione, che deve essere fatta dalla mamma stessa. 
 
Ecco come prevenire la psicosi post partum con i consigli del Ministero della Salute:
 
Cercare qualcuno con cui parlare di come ti senti: confrontati con altre mamme, ti aiuterà a capire che non sei la sola a sperimentare certi sentimenti. Ti potrà aiutare a vedere la situazione da altre prospettive.
 
Prenditi del tempo per stare con il tuo partner. Non concentrarti ossessivamente sul bambino; prima di avere un figlio eravate una coppia, continuate ad esserlo.
 
Lascia che amici e parenti ti diano una mano nella gestione della casa e del neonato.
 
Riduci le tue aspettative nei confronti delle pulizie di casa. Cerca piuttosto di dedicare il tempo libero che ti rimane per attività più piacevoli, come una chiacchierata con un’amica, un bagno caldo, una passeggiata.
 
Se ti senti sola, stanca, frustrata, lascia il bambino a qualcuno di cui ti fidi e prenditi del tempo per te stessa. Non devi sentirsi in colpa.
 
Cerca di coinvolgere e incoraggiare il papà nella cura del bambino.
 
Cerca di riposare il più possibile dormendo quando il bambino dorme.
 
 

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