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Aborto spontaneo, pregiudizi e disinformazione causano sofferenza nelle mamme mancate
Gravidanza - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Lunedì 11 Maggio 2015 16:54    PDF Stampa E-mail
GravidanzaUna delle complicazioni più comuni in gravidanza è l'interruzione spontanea e riguarda il 15-20% dei casi, ma su questa condizione sono diffuse informazioni sbagliate e pregiudizi che portano coloro che l'hanno vissuta a non parlarne e soffrire in solitudine. 
 
Emerge da uno studio condotto dal professor Zev Williams, direttore del Programma per l’aborto spontaneo precoce e ricorrente dell’Albert Einstein College of Medicine e del Montefiore Health System di New York, pubblicato sulla rivista "Obstetrics & Ginecology" e condotto su un migliaio di donne e uomini di età compresa tra 18 e 69 anni. 
 
Aborto Spontaneo

Il campione includeva anche persone che avevano vissuto un interruzione spontanea di gravidanza in prima persona o il proprio partner. 
 
Quali sono le principali convinzioni errate sull’aborto spontaneo? Oltre la metà degli intervistati non pensa all’aborto come a una condizione comune e la maggioranza lo considera l’esito del 5% o meno dei casi di gravidanza. 
 
In realtà, negli Stati Uniti ci sono 750mila-1milione di aborti all’anno e nel nostro paese, riguardano il 15-20% delle gravidanze clinicamente diagnosticate. 
 
Dopo un primo e fino ad un terzo episodio di aborto ed avendo escluso altri fattori importanti evidenti, non si procede con delle indagini cliniche, perché lo si considera un evento statisticamente possibile, lo spiega la professoressa Irene Cetin, responsabile della ginecologia e ostetricia dell’ospedale Sacco di Milano. 
 
Il fenomeno varia con l’età della donna e il rischio sale al 50% nelle over 45: l'invecchiamento degli ovuli e la loro progressiva diminuzione aumentano la probabilità di errori al momento della fecondazione, una delle cause di aborto spontaneo. 
 
Proprio guardando alla conoscenza delle cause, lo studio fotografa una certa ignoranza. 
 
Il 22% del campione crede che uno stile di vita sbagliato sia la principale causa di aborto: sono in molti a pensare che ad influire siano anche singole azioni compiute dalla donna, come il trasporto di oggetti pesanti, l’aver avuto una malattia sessualmente trasmissibile, l’aver fatto uso di un dispositivo intrauterino, contraccettivi orali o un litigio. 
 
Le cause biologiche di un aborto spontaneo sono le infezioni, che alterano l’ambiente dove l’embrione deve impiantarsi, disturbi endocrini, malattie autoimmuni e malformazioni dell’utero che danno origine ad aborti ricorrenti. 
 
Dallo studio emerge che in molti credono che un evento stressante (il 76%) e uno stress prolungato (il 74%) possano causare aborto, non esclude un ruolo fondamentale dello stress, sul quale si sta ancora indagando, la Cetin, convinta dalla sua esperienza che le risposte ad un simile questionario somministrato in Italia potrebbero essere diverse, mediamente più informate e preparate. 
 
Si può prevenire un aborto spontaneo? Quasi nove rispondenti su dieci vorrebbe conoscere le ragioni dell’aborto, anche per prevenirne in futuri (88%). 
 
La primissima forma di prevenzione è non attendere troppo per pianificare una gravidanza, fin dal concepimento, poi, è necessario avere un buon indice di massa corporea e un’alimentazione ottimale, entrambi sono fattori determinanti nell’andamento della gravidanza, come spiega la professoressa, docente di Ginecologia e Ostetricia dell’università Statale di Milano. 
 
Consigliato di non assumere più di tre caffè al giorno, abolire il fumo, prediligere frutta e verdura e ridurre al massimo i grassi animali per abbassare i livelli di infiammazione dell’organismo. 
 
L'evento rimane comunque emotivamente molto forte, il 36% dei partecipanti, inclusi quelli senza alcuna esperienza diretta, pensa che l’impatto sia simile a quello della perdita di un figlio, la condivisione e la consapevolezza di essere meno isolati sono fondamentali. 
 
Inoltre dal questionario emerge che la rivelazione di un amico e di una celebrità possono essere di aiuto, anche l’atteggiamento del medico è importante. 
 
Spesso nella pratica clinica avviene che durante un’ecografia non si senta più il battito e danno il tempo alle donne di capire, spiegano che è un evento comune ma che non dovrebbe più ripetersi e, soprattutto, che non c’è ragione di colpevolizzarsi. 
 
Il responsabile dello studio, il professor Zev Williams ha spiegato che i medici vedono molti casi e si accorgono che è un’esperienza devastante per la coppia, ma è una condizione medica e non c’è alcuna ragione di vergognarsi o di colpevolizzarsi.

 

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