Nuove linee guida per gli esami in gravidanza: amniocentesi e villocentesi solo se a rischio
Gravidanza - Diagnosi prenatale
Scritto da Eva Forte     Lunedì 20 Dicembre 2010 11:34 Stampa
amniocentesi logoContinua l'ondata di cambiamenti nel settore ginecologico per le gravidanze. Questa volta la modifica andrà a toccare gli esami più invasivi che si fanno durante la gestazione per verificare la salute del feto nelle prime settimane. Cambiano infatti i criteri per lo screening per la sindrome di Down e delle altre malattie genetiche riscontrate attraverso villocentesi ed amniocentesi.

Non saranno infatti più offerte gratuitamente alle donne con più di 35 anni, ma solo a quelle future mamme che risulteranno positive a un test combinato (ultrascreen) che mette insieme età materna, traslucenza nucale e due valori del sangue (Bi-Test), così da considerare il rischio potenziale che corre la donna già dalla 11a settimana fino alla 13a. Con questa indagine non invasiva si hanno delle percentuali di rischio a cui potrà seguire poi un'indagine approfondita.

amniocentesi solo se a rischio dopo l'ultrascreen
Questo a seguito delle indagini condotte sulla gestione della gravidanza in Italia, con il risultato di una eccessiva medicalizzazione. Amnio e Villo rimarranno comunque una scelta della donna che potrà effettuarla a pagamento nei centri privati anche se non considerata a rischio.

Le nuove linee guida sulla gravidanza fisiologica tolgono quindi un fattore puramente di età, associandone un dato più tangibile da riscontrarsi donna per donna. In questo modo si andrebbero ad evitare anche le basse percentuali di perdita del bambino anche in assenza di malattia, proprio a causa di questi esami invasivi che danno un rischio del 2% di perdita del feto.

L'ANSA riporta i seguenti dati sull'eccessiva medicalizzazione ginecologica:

Lo dimostrano i dati dell'ultimo rapporto del Cedap (Certificato di assistenza al parto), riferiti al 2007: in oltre l'84% delle gravidanze il numero di visite ostetriche effettuate e' superiore a 4 mentre per ogni parto si fa una media di 5,1 ecografie. Le amniocentesi effettuate sono state il 15,4%, e diventano il 43% nelle madri con piu' di 40 anni. Il nuovo orientamento delle linee guida e' quindi quello di fissare dei paletti e criteri precisi, offrendo l'amniocentesi e la villocentesi alle donne di tutte le eta' (e non piu' dai 35 anni in su) che pero' siano risultate positive al test combinato eseguito tra la 11/a e 13/a settimana. ''Si tratta di introdurre una diversa pratica clinica per individuare le donne a rischio - spiega Vittorio Basevi del Ceveas, coordinatore del progetto delle linee guida - facendo dell'amniocentesi e villocentesi delle indagini di secondo livello''. Il test combinato si basa sull'eta' materna, la ricerca della translucenza nucale e la determinazione di alcuni valori nel sangue come la frazione beta libera di hCg e della proteina plasmatica A associata alla gravidanza.

Quindi non più Amniocentesi e Villocentesi gratuite per le over 35, ma gratuite per tutte le donne che risulteranno essere a rischio dopo aver effettuato l'Ultrascreen, indipendentemente dall'età. Un rischio individuato mette la donna al di fuori della gravidanza fisiologica  e così va tutelata come gravidanza a rischio.

Fonte: ANSA
 

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