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Approfondimenti sulla coppia. Esami da eseguire
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Scritto da Sorridi73     Venerdì 11 Dicembre 2009 23:37    PDF Stampa E-mail
b_450_0_0_1___images_stories_PMA_follicolo.gifDopo le indagini preliminari che abbiamo già visto, la coppia viene sottoposta ad ulteriori accertamenti per chiarire il quadro clinico.

Nella donna si ricercano eventuali cause meccaniche attraverso:

- isterosalpingografia
- sonoisterografia
- isteroscopia
- falloppioscopia
- laparoscopia
- fertiloscopia

e immunologiche con:

- post coital test (non è più raccomandato dalle linee guida internazionali)

Nell’uomo se si sono riscontrati problemi nel liquido seminale le indagini continuano con:

- spermiocultura
- ecografia scrotale
- biopsia testicolare
- dosaggio degli ormoni ipofisari e testicolari.

Su entrambi i partner si effettua infine un esame genetico chiamato:

- cariotipo
- Ricerca della fibrosi cictica

Isterosalpingografia (ISG)
È l’esame attraverso il quale si valuta la pervietà (apertura) delle tube.
Il medico servendosi di un catetere inietta un liquido di contrasto nell’utero della donna e attraverso una sequenza di radiografie ne controlla il percorso.
Se c’è passaggio del liquido dalle tube alla cavità addominale, significa che le tube sono aperte. Se invece dalle lastre non si vede la tuba allora c’è un’ostruzione nella parte iniziale mentre se viene visualizzata la tuba ma non c’è fuoriuscita del liquido nella cavità addominale, l’ostruzione è nella parte finale.
In ogni caso si può intervenire.
Se l’osturzione è lieve la paziente è sottoposta a ciclo di idrotubazione introducendo nel canale cervicale aria e liquidi medicati per creare pressione sulle tube. ( obsoleto)
Nei casi più seri si procede con l’intervento chirurgico oppure si passa alla fecondazione in vitro.

L’isterosalpingografia viene normalmente effettuata prima dell’ovulazione fase in cui il collo dell’utero è più trattabile, considerato l’utilizzo di raggi x sono vietati rapporti a rischio precedenti all’esame.
Per profilassi spesso viene richiesto un tampone per controllare non ci sia un’infezione a livello vaginale che l’esame potrebbe diffondere alla cavità uterina o alle tube.
Se non si effettua il tampone pre-esame il medico prescrive in via cautelare un antibiotico da assumere dopo l’esame.
L’isterosalpingografia in generale è sopportabile quindi viene effettuata senza anestesia, talvolta il medico può consigliare alla donna di assumere il giorno dell’esame un antidolorifico o antispastico.

Sonosalpingografia
In alternativa all'isterosalpingografia, alcuni centri utilizzano una tecnica chiamata sonosalpingografia che permette di visualizzare l'utero e le tube per via ecografica, evitando quindi i raggi x.
Con un catetere si inietta una soluzione fisiologica e per mezzo dell’ecografo si controlla se vi è deflusso nelle tube, verificandone quindi la pervietà.
L’esame non è particolarmente doloroso e non richiede anestesia.
Sia l’isterosalpingografia che la sonosalpingografia hanno un grosso limite in quanto si possono verificare dei falsi positivi (si può confondere uno spasmo tubarico con un’ostruzione), inoltre entrambe le tecniche ci dicono se le tube sono aperte ma non danno alcuna informazione sulla loro funzionalità.
Infatti, anche se aperte, le tube possono comunque non funzionare regolarmente a causa di infezioni pregresse, interventi chirurgici addominali o presenza di endometriosi che ne hanno danneggiato il rivestimento interno.

L’isteroscopia (ISC)
Con questo esame si controlla lo stato della cavità uterina.
Attraverso un catetere viene iniettato un liquido o un gas per distendere l’utero, il medico poi inserisce una sonda con una telecamera all’estremità e segue le immagini sul monitor.
L’esame mira ad individuare la presenza di fibromi, di polipi o di malformazioni dell’utero.
Il chirurgo inoltre, preleva un campione di tessuto endometriale per analizzarlo in laboratorio e determinare se la produzione di progesterone è regolare e se l’endometrio è proliferativo.
Anche l’isteroscopia in genere si effettua nella prima fase del ciclo, senza alcuna sedazione e di norma dopo l’esame viene prescritto un antibiotico.

Falloppioscopia
E’ un esame più completo in quanto consente di analizzare le pareti interne delle tube.
Il medico introduce un catetere nell’utero spingendolo fino all’interno della tuba, nel catetere viene poi inserita una fibra ottica attraverso la quale si esamina la mucosa tubarica per controllare si vi sono danni.
La procedura viene eseguita in ambulatorio senza anestesia e non è particolarmente dolorosa.


La laparoscopia (LS)
E’ l’esame più completo in quanto è in grado di fornire informazioni sullo stato di tutti gli organi riproduttivi, però è anche il più invaso.
Si tratta infatti di un intervento in anestesia generale quindi con i rischi e le complicazioni del caso, anche se limitati.
Dopo la sedazione il chirurgo inietta un gas per espandere gli organi, poi pratica un’incisione sotto l’ombelico e introduce nell’addome la sonda ottica che consente di ispezionare gli organi pelvici (utero, tube, ovaie) e addominali.
Se il chirurgo riscontra eventuali patologie, ad esempio la presenza di tessuto endometriale o di un fibroma, la laparoscopia da diagnostica si trasforma in operativa.
A questo punto vengono praticate altre incisioni nella zona ombelicale per consentire l’introduzione degli strumenti e si procede all’intervento.
La laparoscopia diagnostica dura in media15-20 minuti viene effettuata in regime di day-hospital mentre quella operativa dura circa 60 minuti e prevede un ricovero di 2/3 giorni.

La fertiloscopia
E’ una procedura che permette di esplorare la cavità uterina e delle tube.
Consiste nella combinazione di più esami (isteroscopia, idrolaparoscopia, salpingoscopia) che vengono effettuati per via endoscopia quindi non viene incisa la parete addominale, inoltre non si utilizza C02 come gas di contrasto e normalmente avviene in anestesia locale.
E’ quindi meno invasiva della laparoscopia, ma ha un limite in quanto non consente di intervenire è quindi una tecnica prevalentemente diagnostica.
L’esame dura circa 20 minuti e si effettua in regine di day-hospital.
Siccome le sonde vengono introdotte praticando un piccolo foro nella parete vaginale che viene poi ricucito con una sutura, si raccomanda di evitare l’uso di tamponi interni e rapporti sessuali nei giorni successivi.

Post coital test (ormai sconsigliato dalle linee guida internazionali a causa dell’impatto negativo psicologico sulla coppia e per le scarse informazioni fornite)

E’ un test che verifica l’interazione fra spermatozoi e muco cervicale, può infatti accadere che nella cervice ci sia la presenza di anticorpi antispermatozoi che li rende inattivi.

Il test si effettua su un campione prelevato dalla vagina della donna a distanza di circa 12 ore da un rapporto non protetto, che deve essere preceduto da 3 giorni di astinenza.
Il campione viene quindi analizzato al microscopio, se si vedono spermatozoi attivi che si muovono in modo rapido l’incompatibilità immunologia viene esclusa.
Se invece gli spermatozoi all’interno del muco sono immobili si prescrivono ulteriori esami per accertare le cause, uno dei fattori che può incidere negativamente sull’esito del test è infatti la presenza in uno dei due partners di un’infezione.
Affinché il test sia attendibile è fondamentale venga effettuato nella fase ovulatoria quando il muco è fertile, sappiamo infatti che nelle altri fasi del ciclo il muco è ostile e gli spermatozoi non riescono a sopravvivere.
Spesso quindi, in previsione del PCT, si sottopone la donna ad un monitoraggio ecografico per valutare qual è il momento giusto per avere il rapporto e quindi effettuare il prelievo.

Spermiocoltura
E’ un esame colturale che si effettua sul liquido seminale per valutare la presenza di infezioni causate da microrganismi patogeni o batteri che ne possono alterare la qualità.
Normalmente oltre ai micoplasmi urogeni, si effettua anche la ricerca della clamidya trachomatis, gonococco e il virus del papilloma umano (hpv).
Il campione deve essere raccolto in un contenitore sterile, dopo aver lavato i genitali.
E’ consigliabile non urinare nelle 2/3 ore precedenti ed eseguire la raccolta dopo 3/5 giorni di astinenza.

Ecografia scrotale
Il medico attraverso una sonda che passa sui testicoli, verifica la struttura e il volume degli stessi, e l’eventuale presenza di agenesie, ostruzione dei dotti o patologie quali il varicocele.

Biopsia testicolare
La biopsia testicolare si effettua normalmente nei casi di azoospermia per definire se l’origine è escretoria o secretoria.
Si preleva un campione di tessuto per analizzarlo, se dalla biopsia risulta la presenza di spermatozoi allora significa che l’azoospermia è escretoria ossia vi è produzione di spermatozoi però non fuoriescono a causa di un’ostruzione delle vie di deflusso, in questo caso si può intervenire con una ricanalizzazione dei dotti.

Dosaggi ormonali ipofisari e testicolari
In caso di anomalie nello spermiogramma, si richiede il dosaggio di alcuni ormoni legati alla fertilità.
Il principale è l’ FSH, un valore elevato può essere indice di un problema secretorio, la sua concentrazione infatti aumenta in presenza di una disfunzione dei testicoli che ne stimolano la continua produzione, un valore basso invece è spesso legato ad ipogonadismo ipogonadotropo e in questo caso all’uomo possono essere somministrate gonadotropine allo scopo di migliorare o ripristinare la spermatogenesi.
Altri ormoni che vengono dosati sono: LH, testosterone, prolattina, TSH, FT3, FT4.

Cariotipo
Consiste in un prelievo di sangue in apposite provette che all’interno contengono un terreno nutritivo.
Da’’esame si definisce il corredo cromosomico della coppia ed emergono eventuali anomalie numeriche o strutturali.
Ci sono infatti alterazioni cromosomiche che possono causare infertilità, sia maschile che femminile.

Ricerca della fibrosi cistica
E’ un esame genetico per la ricerca dei portatori di questa malattia genetica la più comune in Italia, caratterizzata da gravi problemi polmonari e a carico di altri organi.
 

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