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Come riconoscere le coliche nei neonati e le nuove scoperte
Bambini - Articoli
Scritto da Tatta Bis     Venerdì 25 Gennaio 2013 12:54    PDF Stampa E-mail
neonato3_web--400x300Un neonato non è in grado di dire ai genitori in quale punto avverte dolore, quindi spesso al bambino che piange insistentemente vengono diagnosticate coliche gassose.Il problema può essere anche di altra natura. Come riconoscerle? Si può ipotizzare che il bambino soffra di coliche se rispetta la cosiddetta "regola del 3", (coniata negli anni '50 dal dottor Wessel e valida ancor oggi).

Si tratta di coliche se ci troviamo davanti a un lattante sano, ben nutrito, che piange più di 3 ore al giorno, per più di 3 giorni alla settimana, e per più di 3 settimane di seguito. Il pianto inconsolabile e le contrazioni delle braccia e delle gambe sono comportamenti tipici anche dei bambini che soffrono di otite. Potrebbe essere un'infiammazione dovuta a un'infezione dell'orecchio medio. L'otite si distingue dalle coliche perché insorge dopo un'infezione delle vie respiratorie.

mamma e bimbo
Se il bambino non ha mai sofferto di coliche e di recente ha avuto raffreddore, tosse e catarro, è probabile che la ragione del suo pianto sia un'otite e non il mal di pancia. L'otite si manifesta a qualunque ora del giorno o della notte e non solo nel tardo pomeriggio come le coliche.

Un altro disturbo abbastanza comune, che spesso viene confuso con le coliche gassose, è il reflusso gastroesofageo. Questo è diffuso tra i bambini piccoli, dalla nascita fino all'età di 1 o 2 anni. Consiste in una risalita del contenuto dello stomaco verso l'esofago durante la digestione e provoca al piccolo fastidiosi bruciori.

Anche il fastidio da reflusso, non si manifesta solo al pomeriggio, bensì durante tutta la giornata, dopo ogni poppata. Inoltre, si riconosce dal fatto che il bambino mangia di malavoglia, si stacca dal seno prima di essere sazio e, dopo la poppata. Il piccolo ha frequenti rigurgiti e ruttini.

Detto questo, se sono veramente coliche, sono i batteri i responsabili. Questi possono essere buoni o cattivi. Giocano un ruolo chiave nelle coliche neonatali. Se dopo una giornata tranquilla, la sera il bambino scoppia a piangere e a urlare probabilmente sono le coliche.

Il bimbo si ripiega su se stesso come se avesse uno spasmo doloroso e non si calma in nessun modo. I giorni successivi, alla stessa ora, succede lo stesso. I pianti sono acuti, insistenti, disperati. Nonostante il pianto, il bambino è perfettamente sano e cresce benissimo. Con il passare delle settimane, le crisi scompaiono spontaneamente.

Le coliche gassose del lattante (o coliche neonatali) colpiscono un gran numero di bambini nei primi mesi di vita. Le cause di questo disturbo non sono ancora chiare, ma negli ultimi tempi molti studi si sono focalizzati sui batteri intestinali. Ora la conferma arriva anche da un nuovo studio condotto dalla Radboud University Nijmegen olandese. Lo studio è stato pubblicato sull'autorevole rivista scientifica Pediatrics.

Secondo questa ricerca il responsabile delle coliche sarebbe un batterio trovato nell'intestino dei bambini. Gli scienziati hanno esaminato campioni di feci di 12 bambini con coliche e 12 senza coliche. Questi bimbi sono stati seguiti per i primi cento giorni di vita.
I ricercatori hanno analizzato più di mille diversi tipi di batteri presenti nell'intestino grazie a una sofisticata tecnica di sequenziamento del DNA.Alla fine è emerso che i bambini che soffrono di coliche hanno un maggior numero di batteri intestinali (chiamato proteobatteri), rispetto ai bambini che non soffrono di coliche.

La prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra, che, dopo aver visitato il bambino ed aver escluso altre cause. Il medico potrà rassicurare i genitori spiegando loro che il bambino sta bene e cresce bene. Le coliche infatti non comportano rischi per la salute e non compromettono la crescita del lattante. Si tratta di un problema maturazionale del neonato e si risolvono spontaneamente dopo i 3 mesi di vita.

Le coliche non sono indice di scarso affetto o scarse attenzioni da parte della mamma. Saranno utili i consigli degli esperti per alleviare il dolore del piccolo: favorire il contenimento come abbracciare il bambino e fargli sentire il contatto fisico.
Favorire il contenimento nella culla, creandogli una specie di nido con un lenzuolo o un asciugamano arrotolati intorno a lui.

Questo è un modo per ricostruire l'ambiente protetto e circoscritto dell'utero materno, che spesso dà conforto al piccolo. Molto utile è fare un giretto in macchina, serve per quietare il bambino e molte volte funziona, meglio ancora delle passeggiate in carrozzina. Alcuni bambini provano sollievo se vengono cullati in posizione prona e si fanno dei piccoli massaggi alla pancia.

Si possono mettere a pancia in giù sulle ginocchia, dando piccoli (e delicati) colpetti sulla schiena. Ridurre le stimolazioni sia visive che acustiche aiuta,no alla luce eccessiva e ai rumori troppo forti. Questi possono irritare ulteriormente il bambino.

Le tisane, in alcuni casi, si rivelano utili, somministrare tisane a base di camomilla, verbena, menta, liquirizia, finocchio (meglio però chiedere il parere del pediatra ed evitare di acquistare di propria iniziativa dei mix di erbe, che possono avere dosaggi non adeguati ai neonati). Bisogna ricordare che qualunque tisana può interferire con l'allattamento, potrebbe indurre un finto senso di sazietà che può ridurre il numero di poppate.

Può essere d'aiuto se il bambino non riesce ad andare di corpo regolarmente,il sondino. Questo può succedere se è presente un piccolo tappo di feci oppure se il bambino non riesce a coordinare la spinta con la dilatazione dello sfintere anale esterno.
La mamma può accorgersene perché nota che il piccolo prova a spingere, diventa rosso in volto per lo sforzo ma non riesce a scaricarsi.

Nel primo caso il sondino è utile perché toglie il tappo e consente al bambino di liberarsi, nel secondo aiuta a dilatare lo sfintere. L'importante è non esagerare con l'uso del sondino, altrimenti il bambino si abitua. Sconsigliati invece i microclismi con glicerina, efficaci se c'è anche stitichezza, ma controindicati se usati per lungo tempo perchè irritano lo sfintere anale.

 
 

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