#iorestoacasa e le dinamiche familiari possono scoppiare
Bambini - Articoli
Scritto da Eva Forte  
Sabato 28 Marzo 2020 11:54
children-593313 640Giorno dopo giorno, lontano dalle nostre abitudini e in una convivenza 24 ore su 24 con tutti i membri della famiglia. Non abbiamo più i nostri spazi, non c'è più il lavoro che spezza la routine giornaliera. Bambini che litigano, mariti e mogli che possono riempire troppo la giornata... insomma ad arrivare a perdere le staffe dopo settimane di giusta chiusura in casa, può capitare a tutti. A farne le spese sono spesso i bambini, anche loro esasperati da una vita fatta solo tra quattro mura, lontano da scuola, amici, parchi e attività che riescono ad allentare tensioni e eccessiva carica. E così arriva la scuoacciata sul culetto, che per molti genitori può sembrare spesso l'unica soluzione. Attenzione però, la scienza ci dice che non è una scelta ottimale. 

Infatti, secondo un maxi-studio condotto in sei Paesi, i piccoli che vengono schiaffeggiati sono più a rischio di diventare ansiosi e aggressivi rispetto ai coetanei che vengono rimproverati solo a parole.

Gli esperti di psicologia evolutiva e di salute mentale contemporanei concordano sul fatto che le sculacciate non raccolgono consensi. I risultati dello studio attestano che ogni atto di violenza effettuato su un bambino da un adulto, senza aver alcuna rilevanza il fatto che sia debole o forte, lasci una cicatrice emotiva che durerà per tutta la vita. A propria difesa molti "sculacciatori" sostengono che sculacciare è ben diverso da maltrattare un minore. Invece, a contraddire questa opinione, uno studio pubblicato su ‘Child Development’ e realizzato su 336 famiglie rivela che non bisogna mai alzare le mani.

Tutti i bambini schiaffeggiati regolarmente sono risultati più aggressivi, ansiosi e con maggiori problemi emotivi rispetto ai coetanei puniti in modo diverso. è anche vero che nei paesi dove il ricorso allo schiaffone è culturalmente accettato e più diffuso, le conseguenze sui piccoli non sono così pesanti come altrove.

Voi che ne pensate?

Fonte: Italia Salute
 

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