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Scoperto il meccanismo che provoca l'ansia
Benessere - Articoli
Scritto da Letizia Perugia     Lunedì 03 Febbraio 2014 12:47    PDF Stampa E-mail
Cervello LogoIl professor David Anderson e la sua equipe del Cal Tech, l'Università tecnologica della California, hanno individuato la scintilla che scatena gli attacchi di ansia, di quelli manifesti e di quelli inconsci dei quali non ci rendiamo nemmeno conto.
 
Secondo questo studio esisterebbe un circuito neuronale che collega il setto laterale (o LS) del cervello con altre strutture cerebrali che hanno un ruolo importante e diretto negli episodi ansiosi, Anderson ha usato la “tecnica optogenetica”: un metodo nuovo che serve per osservare l’interno dei circuiti neuronali grazie alla combinazione di tecniche ottiche diverse. 
 
Ansia

Con questa tecnica si possono osservare i circuiti neuronali di quasi tutti gli animali, in particolare dei mammiferi come anche l’uomo. 
 
Grazie a un sistema di illuminazione si possono attivare artificialmente i neuroni del settore LS del cervello e causare in tal modo uno stato di ansia. 
 
Il test è stato condotto sui topi e si è effettivamente visto che l’iper-attività di quel settore cerebrale inibisce l’attività delle cellule dell’ipotalamo e ciò è fondamentale per lo scatenamento dell’ansia.
 
Le cellule dell’ipotalamo sono collegate con una ulteriore struttura del cervello (PVN) incaricata del rilascio ormonale e tra gli ormoni rilasciati c’è anche il cortisolo (la risposta antistress). 
 
Inibendo le cellule di LS e dell’ipotalamo non avviene più il rilascio dell’ormone che aiuta a combattere lo stress e con esso le nostre angosce e paure. 
 
Fino ad oggi non ci si era resi conto della vera funzione di queste aree cerebrali e delle cellule che si credeva fossero riduttrici dell’ansia, mentre in realtà ne sono la fonte scatenante. 
 
Si dovrà rivoluzionare il settore dei farmaci che agiscono su queste funzioni in base alle nuove scoperte portate alla luce in California.
 
L’ansia non è una vera e propria malattia, ma tutti noi almeno una volta nella propria vita ne ha sofferto in maniera più o meno forte.
 
Lo studio ha identificato un nuovo circuito neurale che svolge un ruolo causale nella promozione di stati d’ansia e il motivo principale del fatto che mancano farmaci efficaci e specifici per l’ansia è che non si sa abbastanza su come il cervello elabora l’ansia. 
 
Il professore ha spiegato che sono ancora probabilmente a un decennio di distanza dal tradurre questa ricerca di base in qualsiasi tipo di terapia per gli esseri umani, ma spera che le informazioni ottenute da questo tipo di studio sul cervello metterà la medicina in una migliore posizione per sviluppare nuove terapie razionali per i disturbi psichiatrici.
 
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista "Cell".
 
 

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